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EDITORIALE

Questa donna pagata io l'ho

di Michele Brambilla -

05 settembre 2018, 15:12

Questa donna pagata io l'ho

Sulla Gazzetta di ieri abbiamo pubblicato, a pagina 6, stralci degli atti con cui la Procura ha ricostruito la notte degli orrori in casa di Federico Pesci. Si legge, nell'articolo di Georgia Azzali, di «un collare agganciato a un guinzaglio» e dell'«ordine di fare un giro nella camera del super attico». Ci verrebbe da dire che la ragazza è stata trattata come un cane, ma non è vero, perché i cani vengono trattati molto meglio. Ma andiamo avanti. «L'uomo di colore - racconta la ragazza, una ventunenne con una storia più che disagiata - mi ha bloccato i piedi e mi ha legato le caviglie con una cintura, mentre Federico mi ha legato i polsi dietro la schiena con delle fascette rigide di colore nero, simili a manette. Una volta immobilizzata, mi sono ritrovata appesa per i polsi, probabilmente a un gancio pendente dal soffitto». Il racconto prosegue con la descrizione delle «frustate» e di «una pallina in bocca bloccata con una cinta dietro la nuca». Assicuro i lettori che abbiamo tralasciato i particolari più cruenti e schifosi contenuti negli atti della Procura: per rispetto della vittima e del vostro stomaco.

Nella pagina a fianco, la 7, gli avvocati difensori dopo aver parlato di «tempesta mediatica» (e che sarà mai successo) precisavano che «Pesci ha spiegato che questa ragazza... è stata pagata». E ancora: «Quei giochini pare fossero frequenti con varie persone e nessuno s'è mai lamentato».

Sia chiaro: non contestiamo, anzi rispettiamo il lavoro degli avvocati, i quali non devono dare giudizi morali ma assicurare la regolarità del processo: e se risultasse che qualunque rapporto sessuale o sevizia era compresa nel prezzo (per la cronaca, l'equivalente di due pranzi in trattoria) potrebbe anche succedere che un tribunale decida che «in nome della legge» non c'è reato. Ma nessuno ci impedirebbe comunque di dire che questa vicenda è orribile. Per quel che è successo, ma forse ancor più per la giustificazione che ne viene data: nessuna s'era mai lamentata, e poi io le donne le pago.