Sei in Archivio

EDITORIALE

Liceo breve: la formazione si può davvero compattare?

di Patrizia Ginepri -

06 settembre 2018, 15:26

Liceo breve: la formazione si può davvero compattare?

Anche a Parma si può giocare la carta del liceo breve: un'opzione sperimentale che riduce i tempi di «percorrenza» della scuola superiore in quattro anni, proponendo un nuovo modello didattico al passo con i tempi. Siamo sicuri? Due mamme ne parlano sedute al tavolino di un bar del centro. Nei prossimi mesi i figli dovranno scegliere e l'idea di «compattare» non dispiacerebbe affatto. Le madri sono contrarie. Hanno un ricordo ben preciso che cozza con l'idea di ridurre il percorso: i lamenti continui dei professori per i programmi oceanici a fronte di un tempo limitato. Perché, in nome dell'omologazione comunitaria, ci orientiamo come se il bagaglio culturale di una persona fosse una zavorra di cui disfarsi? Dall'Europa, peraltro, non arriva alcun diktat. In Germania e nei paesi scandinavi si studia fino a 19 anni e in Gran Bretagna e Francia, dove si finisce un anno prima, l'impianto scolastico è totalmente diverso. Pensando a una riforma organica, forse occorrerebbe partire dalle medie, il vero punto critico della scuola italiana. In ogni caso, in un’epoca di sfide globali, l’ultima cosa di cui i ragazzi hanno bisogno è arrivare un anno prima e impreparati all'università o al lavoro. Il saggio «Faster» di James Gleick metteva in guardia già anni fa sui danni provocati dalla velocità/superficialità del nostro tempo: una corsa senza fine, un progresso senza fondamenta.