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Frana di Corniglio: 10 interventi da 2,5 milioni di euro per la messa in sicurezza

07 settembre 2018, 18:59

Frana di Corniglio: 10 interventi da 2,5 milioni di euro per la messa in sicurezza

Via libera dalla Regione Emilia-Romagna a un pacchetto di 10 interventi da 2,5 milioni di euro per continuare la messa in sicurezza di Corniglio, sull'Appennino Parmense, dove una frana storica interessa un’area di circa 2 chilometri quadrati. Le nuove opere partiranno entro la primavera: sicurezza idraulica di rii e versanti, riapertura della bretella di Marra ai mezzi pesanti, per un rapido accesso della valle all’autostrada A15; viabilità per evitare l’isolamento di Agrimonte, Villula e Agna; demolizione sul corpo di frana di un salumificio abbandonato e vari ruderi. Gli interventi sono finanziati con risparmi dal Fondo per la delocalizzazione e da indennizzi alle imprese agricole colpite dalle frane che si sono succedute dal 1996, il cui stanziamento iniziale di 5,5 milioni è risultato superiore rispetto alle richieste delle aziende.
Sei cantieri saranno curati dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile (per 1,67 milion) e gli altri quattro dal Comune di Corniglio con 824mila euro. Le risorse messe a disposizione negli ultimi 5 anni superano così i 10 milioni di euro. «Lo scorso febbraio si è avuta certezza delle risorse disponibili, derivanti da economie di spesa - rileva l’assessore regionale Paola Gazzolo - così abbiamo chiesto al Dipartimento nazionale di Protezione civile la possibilità di utilizzarle per nuovi investimenti in sicurezza del territorio».
Soddisfatto il sindaco Giuseppe Delsante: «La Regione mantiene l’impegno, saranno reinvestite a Corniglio le risorse risparmiate», puntando a «restituire alla comunità l’area di frana, off limits da oltre 20 anni», almeno negli usi possibili (valorizzazione paesaggistica e turistica, percorsi didattici), grazie all’azione di «squadra» con la Regione.
«Le nuove opere - conclude l’assessore - sono fondamentali per Corniglio e per la sicurezza dell’intera asta fluviale del torrente Parma: l’obiettivo è prevenire occlusioni del corso d’acqua e quindi il rischio di esondazioni a valle».