Sei in Archivio

economia

Fondazione Pizzarotti: progetti concreti per crescere insieme

Il bilancio del primo anno di attività, dalla rete sul territorio alle iniziative oltre confine. Enrica Pizzarotti: «Siamo sulla strada giusta»

di Patrizia Ginepri -

08 settembre 2018, 23:45

Fondazione Pizzarotti: progetti concreti per crescere insieme

Progetti mirati, concreti, con un obiettivo in primis: contribuire attivamente al miglioramento delle condizioni di vita di coloro che sono in situazioni di difficoltà.

La mission della Fondazione Pizzarotti era chiara fin dall'inizio, avallata dal bilancio tracciato dopo un anno di attività. Nata nel 2017 dalla volontà dei fratelli Enrica, Pietro e Michele Pizzarotti e con il supporto dell'Impresa Pizzarotti, l'iniziativa della famiglia di costruttori parmigiani sostiene progetti che riguardano l'infanzia e l'adolescenza disagiata, i territori svantaggiati, ma anche la cultura e la coesione sociale.

«Innanzitutto va sottolineato l'approccio propositivo e non assistenziale - premette Enrica Pizzarotti, presidente della Fondazione -. Il modo migliore per far crescere un territorio è interrogarsi sui bisogni per dare impulso alla progettualità. Il bando che abbiamo indetto, dedicato alle famiglie di Parma e provincia, è stato l'elemento caratterizzante, che ci ha permesso di promuovere la coesione sociale e le iniziative che vanno in questa direzione: tutte meritevoli, con particolare attenzione ai percorsi di autonomia più virtuosi».

A PARMA

«Ci siamo affiancati, in sostanza, a reti informali già attive sul territorio - spiega Stefano Andreoli, punto di riferimento del comitato scientifico della Fondazione - realtà di mutual aid da rafforzare, altre più strutturate a sostegno di problematiche difficili». Il bilancio è molto positivo. «Siamo soddisfatti dell'esperienza vissuta finora - sottolinea la presidente - la realizzazione di iniziative che rendono le persone autonome ci riempie di orgoglio e ci fa capire che siamo sulla strada giusta. Non è solo una questione di contributi economici, abbiamo incontrato persone meravigliose, si sono create sinergie, abbiamo capito che queste reti informali sono un forte antidoto contro l'isolamento e i pregiudizi». Al bando hanno aderito 55 progetti. «Selezionarne nove è stato difficile - assicura Enrica Pizzarotti -. Sicuramente i progetti scelti ci hanno convinto al cento per cento. In futuro intendiamo replicare l'esperienza del bando rivolto al nostro territorio».

NAPOLI E TARANTO

Nel frattempo la Fondazione ha ampliato il raggio d'azione, sia a livello nazionale che oltreconfine. «Sono in corso i lavori per la realizzazione di una casa famiglia nel quartiere di Scampia a Napoli - spiega Andreoli - un progetto nato dalla collaborazione con l'associazione Officina delle culture intitolata a Gelsomina Verde, giovane vittima della camorra. Attualmente a Napoli esiste solo una casa famiglia. Un altro progetto in fase di sviluppo è la realizzazione di un parco giochi nel quartiere Tamburi di Taranto, in collaborazione con la Fondazione di Niccolò Fabi Parole di Lulù». E non è tutto.

PERU' E CONGO

Una piccola Fondazione può fare tanto, anche a migliaia di chilometri di distanza. Come nel caso del Perù, area in cui l'Impresa Pizzarotti opera da anni: un elemento questo che ha permesso di attivare contatti diretti. «Per aiutare le popolazioni del Paese, gravemente colpite dall'alluvione del 2017, è stata donata un'unità dentale completa e una centrifuga odontoiatrica al comitato per la salute di Catacaos - dice la presidente - inoltre sono stati donati 200 banchi e 200 sedie alla scuola primaria e secondaria per un totale di 10 aule in 8 collegi della provincia di Julcàn». Sempre a livello internazionale, nell'ambito del progetto più ampio dell'associazione parmigiana «Con loro per loro», che ha costruito un orfanotrofio a Goma in Congo, il contributo della Fondazione Pizzarotti ha consentito di realizzare un ambulatorio, una sala studio e una nursery.

CULTURA

Non ultima, la cultura con il patrocinio all'arena Shakespeare del Teatro Due dello spettacolo del coreografo franco-algerino Hervé Koubi. Infine, con il contributo della Fondazione, il festival «Ottobre Africano» ha potuto fare tappa a Parma con una kermesse che si è tenuta al Wopa Temporary. «Lavoriamo alle iniziative future - chiosa Enrica Pizzarotti - e a questo proposito stiamo ragionando con il comune per attivare un nuovo canale, frutto della collaborazione tra pubblico e privato».