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Al supermarket Pam

Via Garibaldi, in azione rapinatore armato (che poi abbraccia la vittima)

09 settembre 2018, 07:02

Via Garibaldi, in azione rapinatore armato (che poi abbraccia la vittima)

Luca Pelagatti

Prima l'ha strattonata, minacciata con un taglierino e rinchiusa nel retro. Qualche istante dopo l'ha liberata, ha chiesto scusa e anche abbracciata. E andandosene ha persino mormorato «non denunciarmi, ho sbagliato». Come se quella rapina strampalata fosse giusto un errore, un colpo di testa di cui pentirsi. E a cui non pensare più.

Non sono però d'accordo gli uomini della polizia che stanno lavorando senza sosta su quanto accaduto ieri mattina, intorno alle 12.30, al supermercato Pam di via Garibaldi dove un bandito solitario, e decisamente stagionato, ha tentato un colpo che però non gli ha fruttato neppure un euro di bottino.

La razzia è avvenuta quando nel negozio non era presente nessuno. Secondo quanto riferito la cassiera, di colpo, si è trovata davanti quell'uomo, italiano e dall'età apparente di circa 60 anni, che le si è avvicinato chiedendo un particolare tipo di salume. «Non riesco a trovarlo, mi può aiutare?», ha detto quello che fino a quel momento sembrava solo un cliente un po' sprovveduto. E l'addetta, senza alcun sospetto, ha lasciato la cassa per accompagnarlo al banco dove stanno gli insaccati. Ma arrivati al frigorifero, che si trova in una zona non visibile dall'ingresso, l'uomo ha smesso di fingere. Prima ha strattonato la ragazza portandola fino quasi al retro, poi l'ha minacciata con un taglierino puntato alla gola, quindi l'ha chiusa nell'ufficio. Spiegando, se ce ne fosse bisogno, che quella era una rapina e che lui voleva i soldi. Quindi il rapinatore è tornato verso le casse, all'ingresso del market, ma qui ha scoperto che le nuove tecnologie sono pensate proprio per evitare rapine del genere. Infatti la cassa non può essere aperta se non dagli addetti e quindi il bandito non è riuscito a prendere nemmeno un soldo.

Inattesa a questo punto la reazione: l'uomo, agitatissimo, è tornato verso il retro, ha aperto la porta dell'ufficio liberando la ragazza e si è profuso in richieste di perdono: «Ho sbagliato, scusami, non mi denunciare», ha bofonchiato prima di accennare anche un abbraccio e darsi alla fuga. Ovviamente la vittima ha invece preso al volo il telefono e allertato il 113 che ha spedito in via Garibaldi gli uomini delle volanti e i tecnici della Scientifica che hanno cercato tracce e impronte. Sicuramente qualche telecamera avrà ripreso la fuga dell'uomo che per età e scarsa attitudine decisamente non pare essere un professionista del crimine. Ma più probabilmente un disperato. Ora le indagini proseguono e si spera che si possa arrivare presto ad identificare il bandito. Che davanti agli agenti non se la caverà con una scusa e un abbraccio.

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