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POLITICA

Disse "Lega razzista" a Parma, Kyenge a processo a Piacenza

14 settembre 2018, 16:35

Disse

Prosegue la sfida giudiziaria tra Cecile Kyenge e la Lega, ma questa volta l’europarlamentare del Pd veste i panni dell’imputata. L’accusa è diffamazione: definendo «razzista» il partito di Matteo Salvini ne avrebbe offeso la reputazione. Il processo è a Piacenza e nasce da una querela presentata dal segretario federale del Carroccio dopo le frasi pronunciate da Kyenge ad una festa dell’Unità in provincia di Parma, ad agosto 2014, poi rilanciate dai media. «Ho deciso di rinunciare alla mia immunità parlamentare perchè penso che i politici debbano assumersi le proprie responsabilità», ha detto l'ex ministro modenese, di origini congolesi, poco prima di entrare nell’aula del tribunale.
Kyenge è stata nel tempo oggetto di attacchi da parte di esponenti della Lega e in alcuni casi le espressioni usate contro di lei hanno portato a processi che hanno visto, ad esempio, Mario Borghezio condannato a risarcire, Roberto Calderoli attualmente a giudizio. Fu parlando di uno di questi casi, con protagonista l’emiliano Fabio Rainieri, che Kyenge disse le parole 'incriminatè. Il fatto che Rainieri si fosse presentato al processo con il legale del suo partito «significa che la Lega è razzista, perchè se paghi un avvocato per una causa di questo tipo vuol dire che condividi le sue idee».
La Lega querelò, ma la Procura piacentina per due volte ha chiesto l’archiviazione, non ravvisando niente di più di una aspra critica politica. Di diverso avviso però è stato il Gip Stefania Di Rienzo che, a gennaio, condividendo alcuni argomenti dell’opposizione leghista, ha ordinato di formulare l'imputazione coatta. Per il giudice l’affermazione è offensiva «in quanto attribuisce al partito politico e ai suoi militanti idee e comportamenti di assoluto disvalore morale, giuridico e sociale e anche li equiparano a quelli del regime fascista e nazista che si è reso responsabile di gravissimi crimini contro l'umanità».
Il processo è iniziato e la Lega e Salvini si sono costituiti parte civile. Sia il vicepremier che l’imputata saranno sentiti nelle prossime udienze.