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EDITORIALE

Pietro Barilla, storia di un padre

A 25 anni dalla scomparsa

di Michele Brambilla -

16 settembre 2018, 14:49

Pietro Barilla, storia di un padre

Ricorre oggi il venticinquesimo anniversario della scomparsa di Pietro Barilla. Chi sia stato quest’uomo, e quale importanza abbia avuto per la città - ma, in realtà, per tutta Italia - non lo debbo certo spiegare io ai parmigiani. Ha creato quella che oggi è la più grande industria di pasta del mondo, ha cambiato il modo di fare pubblicità sapendo dialogare con artisti geniali, è stato forse l’unico imprenditore italiano a riacquistare l’azienda di famiglia dopo che era diventata americana, ha finanziato e promosso opere di interesse collettivo per la comunità, come la Facoltà di Ingegneria al Campus universitario. Si potrebbero aggiungere tante cose ancora.

Ma ricordare Pietro Barilla solo come un grande imprenditore, sia pure illuminato, sarebbe riduttivo. Cerco di spiegarmi.

Venerdì, allo stabilimento di Pedrignano, c’è stato un evento in sua memoria: il primo, dal giorno della sua scomparsa. Ne abbiamo dato notizia sulla Gazzetta di ieri. Ecco, di quella mattinata due cose mi sono rimaste impresse.

La prima è la grande scritta all’ingresso della tensostruttura: «Tutto è fatto per il futuro». È una frase di Pietro Barilla, o meglio è la prima parte di una sua frase, che si concludeva così: «Andate avanti con coraggio». Sembrano parole scontate, ma non lo sono. Oggi, drammaticamente, non lo sono più.

La proiezione verso il futuro appartiene alla natura dell’umano, non si fa nulla solo per l’oggi: si fa, si opera, si ama e perfino si soffre sempre in vista di un bene futuro. Tutti gli organi di senso di un essere umano sono posti, dalla Natura, nella parte anteriore, perché l’uomo è fatto per il futuro, perché l’uomo è sempre proiettato in avanti.

Nulla ha senso se si pensa che possa finire; se non si crede che possa portare, domani, a un bene più certo e più grande. L’umanità si è evoluta per questo, per il futuro: paradossalmente, anche quando si sono scelte strade sbagliate, le si sono imboccate pensando che potessero portare a una meta desiderata. L’umanità si è evoluta perché per migliaia e migliaia di anni si è pensato alle generazioni future: si è cominciato a costruire qualcosa non solo per se stessi, ma per lasciarlo ai figli e ai nipoti. Pensate alle grandi cattedrali del Medioevo: occorrevano secoli per edificarle, e chi ne cominciava l’opera sapeva bene che non ne avrebbe vista la fine: ma lavorava ugualmente, mosso da una fede, da una certezza che la storia, la vita ha uno sviluppo e un senso.

Oggi non è più così. La famosa frase di De Gasperi («Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alla prossima generazione») è oggi tragicamente attuale. E non solo nella politica. Si fa tutto per goderne qui ed ora, al massimo appunto si guarda alle prossime elezioni, ma manca una visione perché manca la fiducia, manca la speranza. Ed è qui che diventa attualissima anche la seconda parte della frase di Pietro Barilla: «Andate avanti con coraggio». È una frase che va ripetuta, anzi urlata oggi ai nostri ragazzi, spesso così disorientati in un mondo che pare non abbia più punti di riferimenti; spesso così demoralizzati, spesso così confusi al punto da non sentire neppure un desiderio sul «cosa farò da grande». Sono sfiduciati, questi ragazzi, per colpa nostra, perché siamo noi - la generazione precedente - a scoraggiarli, a dire che siamo in un mondo che fa schifo, siamo noi a far credere loro che non c’è futuro. Ecco, questi ragazzi avrebbero bisogno di padri come Pietro Barilla, padri che dicano loro: «Tutto è fatto per il futuro. Andate avanti con coraggio».

E qui, parlando di padri, vengo alla seconda delle due cose che mi sono rimaste impresse, venerdì mattina, a Pedrignano, durante l’evento in memoria di Pietro Barilla. Sono le lacrime di commozione dei figli Guido, Paolo e Luca. Non si piange a comando, e se anche grandi imprenditori non riescono a nascondere la commozione quando si parla, in pubblico, del papà, vuol dire che loro padre non è stato solo un grande imprenditore, è stato anche un grande padre. Ed è così difficile, oggi, fare il padre.

Pietro Barilla lo è stato per tanti, un padre: per i suoi figli, per i vecchi dipendenti che erano lì anche loro, venerdì a Pedrignano, con gli occhi lucidi; per tutta Parma, che lo chiamava, molto semplicemente, «il signor Pietro». Ecco di cosa avrebbe bisogno, l’Italia di oggi, più di che manovre economiche o ribaltoni politici: di tanti nuovi «signor Pietro».