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L'ESPERTO

Disoccupazione: come funziona la Naspi

di Paolo Zani* -

18 settembre 2018, 20:28

Disoccupazione: come funziona la Naspi

IL QUESITO
Chiedo una delucidazione relativa alla mia situazione. Sono in Naspi da un anno e con settembre/ottobre potrei iniziare un'attività che mi sta a cuore: inizialmente a titolo gratuito e con solo rimborsi spese per spostamenti di provincia o spese telef etc... Come potrebbe incidere sulla Naspi? Dovrei fare qualche comunicazione all'Inps?
C.T.
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Prima di formulare una risposta è necessario fare una premessa fondamentale: non si può parlare di rapporto di lavoro dipendente a titolo gratuito in quanto uno dei presupposti fondativi di un rapporto di lavoro è, appunto, la retribuzione. Senza una retribuzione, anche minima, non si può instaurare un valido rapporto di lavoro dipendente. Ma anche nel caso di rapporti di lavoro coordinati e continuativi, nelle nuove forme previste dalla legge, servirebbe un «compenso», assimilabile alla retribuzione.
Dirò di più: senza un valido rapporto di lavoro dipendente o Co.Co.Co non è possibile, che io sappia, procedere a qualsiasi forma di rimborso spese.
Chiarito questo e dando per scontato l’instaurazione di un valido rapporto di lavoro o collaborazione vediamo cosa succede con la Naspi (ex indennità di disoccupazione) acronimo che sta per Nuova Assicurazione Sociale Per l’Impiego.
CUMULABILITÀ
La Naspi è compatibile (cumulabile) con i compensi derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, premi o sussidi per fini di studio o addestramento professionale e con i redditi derivanti dallo svolgimento di attività sportiva dilettantistica. In questo caso non bisogna segnalare nulla all’INPS.
NON CUMULABILITÀ TOTALE O PARZIALE
I titolari di borse di studio e di assegni di ricerca, essendo riconducibili a vere e proprie attività di lavoro, così come i lavoratori dipendenti, autonomi o Co.Co.Co. sono obbligati, invece, a comunicare, entro un mese dall’inizio, l’instaurazione di tali rapporti all’Inps, dichiarando in via presuntiva l’ammontare del reddito che ne deriverà; in tali circostanze la Naspi verrà ridotta o sospesa in base alla durata del rapporto e all’entità del reddito percepito.
Il reddito massimo conseguibile nell’anno è pari a 8.000 euro nel caso di lavoro dipendente e a 4.800 euro nel caso di lavoro autonomo; nel caso di superamento di questi limiti vien meno il diritto al trattamento in quanto si perde lo status di disoccupato.
Se il titolare di Naspi si rioccupa con un contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi, in Italia o paesi Ue o in paesi extracomunitari con cui l'Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione, la Naspi viene solo sospesa per la durata del rapporto di lavoro e fino a un massimo di sei mesi. Anche in questi casi è obbligatorio comunicare all'Inps il reddito presunto entro un mese dall’inizio del rapporto.
In caso di rioccupazione è obbligatorio comunicare all'Inps, entro un mese dall’inizio del rapporto, il reddito che si presume di conseguire.
In caso di reddito inferiore ai limiti già citati, la Naspi subirà una riduzione pari all’80% del reddito conseguito.
Detto questo, gli eventuali rimborsi spese a piè di lista non costituiscono reddito ai fini della trattenuta in quanto non assimilabili a reddito da lavoro e non assoggettati a trattenuta fiscale o previdenziale.
* www.tuttoprevidenza.it

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