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EDITORIALE

Lega, 5 Stelle e progetti di alleanze europee

di Luca Tentoni -

21 settembre 2018, 15:16

Lega, 5 Stelle e progetti di alleanze europee

Da qui alle elezioni europee di maggio avremo otto mesi di intensa attività politica nazionale: prima con le scelte legate al bilancio dello Stato, poi con altri provvedimenti (come la legittima difesa) che impegneranno maggioranza e opposizione, quindi con la campagna elettorale per l'Europarlamento, avviata a marzo ma preceduta da appuntamenti di altro genere (le elezioni regionali). In questa grande partita le forze politiche principali dovranno "posizionarsi": all'opposizione, il Pd cercherà segretario e linea per il futuro; al governo, M5S e Lega proveranno a convivere fruttuosamente senza sottrarsi voti, evitando la rottura finché sarà opportuno. L'appuntamento con le elezioni europee non sarà importante solo per gli equilibri politici nazionali: certamente, un eventuale sorpasso della Lega sui 5 Stelle potrebbe provocare un più o meno agevole "assestamento" dei rapporti di forza nella coalizione, ma il punto è un altro. Mentre il M5S è in cerca di una collocazione che nella scorsa legislatura dell'Europarlamento non è stata facile da trovare, Salvini ha un progetto molto chiaro. La destra sovranista può avere una guida italiana, quella leghista, grazie al notevole numero di deputati che il Carroccio può far eleggere (oggi i sondaggi danno il partito intorno al 30%, contro il 20% di quello dell'alleata Marine Le Pen in Francia). Inoltre, il Ppe potrebbe essere guidato dal tedesco Weber, che sembra ben disposto - in cambio della sua nomina alla presidenza della Commissione europea - ad allearsi con le forze di destra, se il Pse (in crisi quasi dovunque, Italia compresa) dovesse perdere (come pare) parecchi seggi. L'ipotesi che si delinei un'alleanza di centrodestra anche in Europa (col partito dell'ungherese Orbàn che - restando nel Ppe - farebbe da sponda a Salvini e Le Pen) potrebbe dare ai leghisti italiani una sorta di "centralità" che il Pd cercò di avere (e in parte ebbe) ai tempi del famoso 40,8% raccolto da Renzi nel 2014. Questa situazione porterebbe ad un'alleanza di governo per l'Europa non dissimile da quella oggi maggioritaria in Austria. In tale ambito, la Lega potrebbe ottenere qualche poltrona molto importante, sia al Parlamento europeo, sia nella Commissione (la Mogherini non sarà certamente confermata). La Lega, dunque, affronterà le elezioni europee con un preciso progetto di alleanze, un’idea su come influenzare l'Ue dall'interno della "stanza dei bottoni" e chiari obiettivi da raggiungere.
Ad oggi, il M5S sembra sprovvisto di tutto questo: se finisse nel gruppo di destra, rischierebbe di essere fagocitato dalla Lega e di perdere qualche voto; diversamente, potrebbe condannarsi all'irrilevanza in sede europea, potendo rifarsi solo in ambito governativo, come socio della Lega nel "patto di coalizione" che sostiene Conte: un po' poco, per quello che oggi è il primo partito italiano. Twitter: @LucaTentoni1