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il caso

Bennett in tv: "Asia? La chiamavo mamma. Lei mi ha violentato"

23 settembre 2018, 22:51

Bennett in tv:

"Sì Asia mi ha violentato, è stato un rapporto completo". Jimmy Bennett, l’attore e musicista rock californiano che ha accusato Asia Argento di averlo molestato sessualmente quando era minorenne, rilancia questa sera in tv, ospite in esclusiva mondiale di Non è l’Arena, condotto da Massimo Giletti su La7. «C'è una perfetta corrispondenza tra lo schema Asia e lo schema Weinstein. Anche Asia - dice - ha abusato del proprio potere», dice tra l’altro Bennett nell’intervista, di cui è stata diffusa un’anticipazione. «Ci siamo incontrati al Ritz Carlton a Marina del Rey in California», racconta Bennett, ripercorrendo nell’intervista con Giletti i fatti risalenti a 5 anni fa. «Ero con un accompagnatore che è salito fino alla stanza dell’albergo. Asia era entusiasta e mi guardava dritta negli occhi, poi ha dato uno sguardo al mio accompagnatore e gli ha chiesto: 'Ma tu chi sei?'. Lo ha fatto sempre sentire un intruso durante l’incontro e quindi il mio accompagnatore ci ha lasciato soli. Tutto poi accade molto rapidamente. Asia mi ha offerto dello champagne e ha iniziato a fumare una sigaretta mentre mi raccontava del film che intendeva girare con me. Mi ha preso il viso e mi ha guardato e mi ha detto: 'Mi sei mancato tantissimò e ha iniziato a baciarmi. La mia interpretazione era che mi stesse mostrando il suo affetto. Il bacio si è prolungato e ho avuto l’impressione che non fosse un bacio amichevole ma che stesse cercando di esplorare la situazione. Dopo Asia ha appoggiato le mani sul mio corpo in modalità diverse e poi mi ha spinto sul letto e mi ha slacciato la cintura e i pantaloni». Non penso che questa vicenda danneggerà il movimento #MeToo. Abbiamo visto molte attrici che hanno denunciato le azioni malvagie di Weinstein. Il movimento di Asia punta il dito contro chi abusa del proprio potere. Io ho provato la stessa sensazione e credo che Asia abbia adottato lo stesso schema e non credo che questa vicenda stia facendo un favore a Weinstein». Lo dice Jimmy Bennett, l’accusatore di Asia Argento, nell’intervista a Non è l’Arena, il programma condotto da Massimo Giletti in onda questa sera in prima serata su La7.
«Noi leviamo il velo sull'ipocrisia di Asia», aggiunge l'attore e musicista californiano, 22 anni. «C'è una perfetta corrispondenza tra lo schema Asia e lo schema Weinstein. Anche Asia ha abusato del proprio potere. Mi ha incontrato in un hotel per dimostrarlo e io avevo 17 anni e non mi sarei mai aspettato una cosa del genere».  «Asia? La chiamavo mamma». Risponde così Jimmy Bennett a una domanda di Massimo Giletti sul suo rapporto con Asia Argento, nell’intervista in onda questa sera in prima serata su La7.
«Sul set di Ingannevole è il cuore più di ogni cosa (film del 2004 diretto da Asia Argento, ndr) - racconta tra l’altro l'attore e musicista californiano - Asia era come una seconda mamma, questo è il sentimento che ci ha legato dal primo giorno. Il nostro rapporto è sempre stato molto ravvicinato. Il legame tra me e lei era speciale. Asia era molto concentrata sul film e voleva incarnare il rapporto madre e figlio in modo che fosse più realistico possibile, ma sembrava andasse oltre l’aspetto professionale».
«Dopo il film del 2004 - spiega ancora Bennett - il nostro rapporto è continuato via sms, via mail, ma non l’ho più vista. Non c'è mai stato un altro incontro faccia a faccia per dieci anni. L’ho tenuta aggiornata sulla mia attività e lei si sentiva anche con mia mamma».
Successivamente «è stata Asia, nel 2013, a propormi l'incontro via Twitter e poi con mail private abbiamo stabilito di incontrarci. Non ero sorpreso, sapevo che prima o poi ci saremmo incontrati ed ero contento di vederla. Mi parlava di un film italiano al quale lei volesse che partecipassi. Ricordo però che mi sentivo un po' strano. Asia continuava a inviarmi delle foto e dei bigliettini che scriveva nella sua stanza di hotel. Per me c'è sempre stata una barriera culturale, non sapevo se il suo atteggiamento fosse una maniera di mostrare affetto e quindi non sapevo cosa aspettarmi. Per me - dice ancora Bennett - era come incontrare una amica».