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IL RACCONTO DELLA DOMENICA

Niso Colobiani. San Silvestro ok

di Gustavo Marchesi -

23 settembre 2018, 20:28

Niso Colobiani. San Silvestro ok

Niso tiene un roncone appeso alla testiera del letto; quando trascorre una notte agitata, il roncone dondola e rintocca. Niso allora lo tratta da collega: “Va’ là, non ti dimentico”...

Dunque c’è un’intesa fra loro. di cui non sappiamo, o pochissimo, dal momento che Niso se ne sta muto, quatto quatto?…

Cosa c'è di più limaccioso, torbido del fondo dell'animo umano? Niente. E qualcosa di paragonabile? Il fondo di un fiume limaccioso. In uno di essi avevano trovato cadavere Filippo Canepari con la Volkswagen targata Udine.

Ma non era di Udine, come Canepari non era Canepari: il giallo più subdolo, infido, limaccioso, appunto in attesa del vero, del peggio.

E Niso non aveva fatto ancora niente di male. Niente. Voleva essere protagonista, il roncone…

Dopo un simile esordio il lettore si aspetterà un giallo secondo le regole, ma si dà il caso che a me i gialli non interessino, a cominciare dai cinesi.

Preferisco quanto è accaduto prima del giallo, quando era ancora rosso, nero, verde rabbia o speranza. In proposito ricordo qui l’ultima notte di San Silvestro al quarto piano: Niso aveva riunito gli amici nel suo alloggio.

Il simpatico Niso Colobiani, funzionario comunale e “radar” per hobby, cioè pronosticante (un’attività che incuriosiva), la mattina sarebbe andato in ferie a Campodolcino, celebrata località turistica che conosceva soltanto in parte da una visita estiva. “Bada bene, per il cuore, d’inverno là è troppo alto”, lo avvisano gli altri, e hanno tutte le ragioni: come non rendersi conto che il passaggio brusco dall’accoglienza dei protocolli a un nevoso plein air, poteva essergli fatale?

Ma Niso invidia Iron di Campodolcino, la sua casa, un’abitazione irreale fra pile di film gialli (ah come li adora l’amico) e tanti melodrammi. Iron, che è cartomante, chiromante, si occupa di magia bianconera e parla per TV di opera lirica rimestando tra i ricordi del padre, il defunto Sacha, tenore distinto.

Sua madre gli consiglia un “no!” alle maniere snob di Rossini, e un abbraccio a Puccini che conosce le nostre debolezze… Sua madre, fra le tante fortune di Iron…

Per raggiungerlo, ci abbandona adesso l’incauto Colobiani, lascia in sospeso l’ultimo oracolo, un pericolo, una minaccia, imbattersi nella portinaia, la Dirce, mentre di notte fa pulizia, un lume montato in fronte come fosse in miniera, dove appena sposati suo marito Carlo è rimasto sepolto vivo per malagestione dell’azienda…

Dirce passando li sfiora, li guarda, troppo, sì è così, guarda fissa, e sussurra “giustizia per gli innocenti”, vorrebbe, forse con l’aiuto di Niso, che invece non si presta a nessuna vendetta.

Approfitta anzi della settimana bianca offerta dal comune e prende la via dei monti…

O aria campodolcina fresca e fina!... Troppo però... Niso si comprime, ha uno spasimo atroce, con un ultimo sforzo sorride per non allarmare Iron…