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guardia di finanza

Frode fiscale internazionale, coinvolto anche il Basket Parma

Fra i 16 indagati c'è l'ex presidente Bertolazzi. Sequestro per 25 milioni. Ecco come funzionava il sistema di sponsorizzazioni

24 settembre 2018, 13:01

Frode fiscale internazionale, coinvolto anche il Basket Parma

Prestanome utilizzati per strutturare e gestire catene societarie, costituite da società italiane, altre «esterovestite» (con sede fittizia in Gran Bretagna, ma realmente operanti a Bologna) e altre, tramite l'interposizione di fiduciarie estere, situate in Paesi 'off shore", come Isole Vergini Britanniche e Panama. Il tutto per nascondere la reale allocazione reddituale degli effettivi soci-amministratori e impedire la ricostruzione delle tracce contabili.
Lo ha scoperto la Guardia di Finanza di Bologna che sequestrato beni mobili, immobili (tra cui una villa sui colli bolognesi del valore di circa due milioni), auto, quote societarie, polizze e conti correnti, per quasi 25 milioni. Sedici gli indagati e un giro di fatture false o 'gonfiate" accertato per oltre 75 milioni, per prestazioni di sponsorizzazione in favore di due società di basket, di cui una imolese e l’altra, femminile, con sede a Parma. 

La società coinvolta è il Basket Parma e fra i 16 indagati c'è l'ex presidente Bortolazzi (video 12 TgParma). 

Il sistema Al pagamento della fattura (da parte dello sponsor alla società inglese), seguiva la retrorestituzione di parte del corrispettivo nuovamente allo sponsor, attraverso una preventiva serie di transazioni di valuta in più stati esteri attuata con l’obiettivo di dissimularne l’illecita provenienza. Le fatture false venivano emesse da società appositamente costituite a Londra (ove
esisteva solamente un mero recapito), ma di fatto organizzate, gestite e dirette a Bologna, le quali avevano acquistato, ad un corrispettivo irrisorio e senza “esclusiva”, i diritti di sfruttamento dell’immagine e degli spazi pubblicitari delle due società di basket.

L'indagine L'indagine è nata da un normale controllo svolto nel 2015 nella società di basket di Imola. I militari si erano insospettiti perché la società sportiva si faceva sponsorizzare da un’azienda della stessa zona, con sede poco lontano, non in modo diretto ma avvalendosi della società inglese che fatturava gli importi. Da questa 'stranezza' sono partiti gli accertamenti che hanno svelato il sistema architettato per frodare il fisco e che coinvolgeva anche la società di basket femminile di Parma. Secondo quanto è emerso, sarebbero almeno un centinaio le aziende (sparse sull'intero territorio nazionale, dall’Alto Adige alla Sicilia) che nel periodo preso in esame hanno sponsorizzato le due società sportive, per importi di diversi milioni di euro. Tra gli indagati, quattro sono bolognesi e fra loro c'è una delle 'menti' della frode, al quale è stata sequestrata la villa da due milioni. Indagati anche tre cittadini inglesi e un italiano residente nel Principato di Monaco.