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EDITORIALE

Le offese a Giulia e l'odiatore che è in noi

di Anna Maria Ferrari -

24 settembre 2018, 15:28

Le offese a Giulia e l'odiatore che è in noi

Lei sì che è invincibile, pensi, fissando il sorriso luminoso di Giulia Ghiretti, la campionessa paraolimpica di nuoto. Invincibile nonostante l'orrore degli insulti ricevuti sul web, un pozzo nero di parole irripetibili a sfondo sessuale, come abbiamo raccontato ieri sulla Gazzetta. Giulia offesa come donna e disabile così come era successo a Chiara, la miss ingiuriata sui social perché senza una gamba, e a Bebe Vio, la campionessa in carrozzina minacciata di violenza sessuale. «Volate oltre l'odio, non sanno quello che fanno», ha detto Giulia, spazzando via i miasmi di veleno con una citazione evangelica. Ma per quali ragioni Giulia, Chiara e Bebe sono così forti da battere la bestialità? Forse per almeno due motivi, facce della stessa medaglia: perché hanno denunciato la violenza, l'hanno esibita senza veli, nel suo orrore, affinché tutti la guardassimo in faccia, potessimo riconoscerne i segnali, anche quelli minimi nascosti nella normalità, e prenderne le distanze. Ma poi, secondo punto, hanno fatto di più, hanno alzato il livello della discussione con voce ferma, ma senza venature di odio: «Non sanno quello che fanno». Punto. Nel pieno dell'orrore, hanno respinto ogni atomo di violenza. Allora grazie, Giulia. Perché ci hai aiutato a vedere la rabbia verso il nemico dietro l'angolo e ci hai indicato l'indicibile: l'odiatore che è in ciascuno di noi. Il vero nemico da battere.