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Il Cammino dei sapori: dall'Appennino al mare tra natura e gastronomia

26 settembre 2018, 19:04

Il Cammino dei sapori: dall'Appennino al mare tra natura e gastronomia

Il «Cammino dei sapori da Parma alle Cinque Terre», realizzato da Andrea Greci e Paco Zanobini, edito da Gazzetta di Parma con la collaborazione del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, in edicola a partire da sabato a 10 euro più il prezzo del quotidiano, non è soltanto un libro che parla di un trekking (tra l’altro totalmente inedito e interamente provato sul campo) che si sviluppa in 8 tappe dalla colline parmensi al Mar Ligure, né unicamente un libro di ricette. E’ un volume che parla di paesaggi e cultura del cibo, di sapori e profumi, tra descrizione tecnica dei percorsi e narrazione emozionale, senza dimenticare consigli per assaporare in un piatto tutti i gusti incontrati lungo il percorso.

Il cammino inizia a Torrechiara, porta dell’area MAB Unesco dell’Appennino Tosco-Emiliano, a ha come tappe intermedie Calestano, Berceto, il Lago Santo Parmense, Pontremoli, Zeri, il Valico dei Casoni e Vezzano Ligure, prima di giungere alla sua spettacolare conclusione a Riomaggiore.

Una delle tappe più significative, perché rappresenta il primo «salto» dal Continente al Mediterraneo (l’altra forte «cesura» di paesaggi e sapori avviene naturalmente nelle due ultime sezioni che conducono al mare) è senza dubbio quella tra il Lago Santo e Pontremoli. Questa tappa è uno straordinario riassunto della straordinaria varietà di ambienti che si susseguono tra Emilia e Lunigiana a ridosso della dorsale appenninica, della molteplicità di paesaggi e ambienti che si susseguono in pochi chilometri e della biodiversità presente in queste valli.

Le atmosfere di alta montagna del crinale tosco-emiliano, dove regnano le faggete e le distese di mirtillo, precedono infatti i silenziosi boschi della Valdantena, le distese di pascolo punteggiate di fiori dei Prati di Logarghena (tra tutti i narcisi che a maggio colorano di bianco il ripiano), lo spettacolo dell’acqua e delle rocce negli “stretti” di Toplecca, le coltivazioni e gli arbusti che profumano già di Mediterraneo nella conca di Pontremoli.

Accanto alla descrizione tecnica e alle coinvolgenti fotografie di Andrea Greci, le parole di Paco Zanobini, rinnovano lo stupore per un cammino compiuto con i piedi ma anche con la testa e con il cuore: «Conoscere tutto ciò che un territorio può offrire, aiuta a comprendere meglio le abitudini del passato, quando l’olio extra vergine di oliva era cosa rara, o persino le castagne erano fin troppo lontane da poter essere considerate un ingrediente facile da reperire. La natura offre sempre delle alternative in sostituzione di tutte quelle materie prime che al giorno d’oggi, consideriamo di facile approvvigionamento. Se attraverserete questi luoghi, a cavallo tra la primavera e l’estate, vi ritroverete avvolti tra fiori eduli, piante aromatiche ed erbe spontanee. Quassù, i profumi si intrecciano tra loro, fino a formare una sinfonia di aromi freschi e in armonia tra loro. Trasportati dal vento, che in questa parte di Appennino è quasi onnipresente, l’olfatto non sarà secondo a nessuno dei cinque sensi. Chiudere gli occhi un istante e concentrarvi sui suoni e sui profumi che vi circondano, sarà un ottimo modo per memorizzare dentro di voi, il ricordo di questo viaggio. Ancor più di una foto. Mi ha sempre affascinato come un profumo, che arriva improvviso, sia in grado di risvegliare i ricordi del passato. Anche i più reconditi. Una volta superato il bosco, intorno a 1600mt di quota, si apriranno davanti a voi, i grandi prati, che, tra arbusti di ginepro, distese infinte di mirtilli, sporadici lamponi e crocchi in fiore, vi accompagneranno fin sopra il crinale, dove, una volta giunti, si aprirà davanti a voi, uno dei panorami più belli che la natura possa offrire».

«La vista si perderà in un turbine di immagini così vasto, da sentir quasi il mal di mare. 360° di pura emozione. Vedrete correre il crinale sulla vostra sinistra, verrete attratti dalla maestosità delle Alpi Apuane che si tuffano nel Mar Ligure. Volgendo gli occhi un po’ più a destra potrete, distinguere le isole Capraia e Gorgona a largo di Livorno, fino ad arrivare al golfo di La Spezia, delimitato da Porto Venere, e gli isolotti Palmaria, Tino e Tinetto. [...] Arrivati a Pontremoli, prima della meritata cena in uno dei tanti caratteristici ristoranti della cittadina, giratevi verso il cammino dal quale siete arrivati e ammirate il crinale che, fino a poche ore fa, vi aveva donato quel panorama così magnifico, che rimarrà indelebile nei vostri ricordi. Con i suoi paesaggi, i rumori e quel vortice di profumi, trasportati dal vento».