Sei in Archivio

EDITORIALE

Classe media e imprese pagheranno la manovra

di Domenico Cacopardo -

29 settembre 2018, 15:04

Classe media e imprese pagheranno  la manovra

Reddito di cittadinanza e pensioni costituiscono (a parte la clausola di salvaguardia Iva, euro 12.5 miliardi di euro) le voci principali della svolta nella politica economica italiana triennale voluta dal governo giallo-verde. Tutte spese correnti che incidono sulle uscite ma non producono nulla sul fronte produttivo. Insomma, aumentano i sussidi ai cittadini attivi ma non ufficialmente occupati (giacché un rilevante percento lavora, soprattutto al Sud, in nero) e ai pensionati. Il più grande investimento della storia, annunciato dal premier Conte consiste in 38 miliardi di euro in 15 anni, poco più di 2,5 miliardi l’anno, una cifra ridicola per gli standard nazionali ed europei. Anche perché questa spesa sarà indirizzata alla miriade di piccole manutenzioni di cui il Paese ha sì necessità, ma che non producono alcun beneficio a livello macro.
La questione, tuttavia, era e rimane politica. Un anticipo l’abbiamo visto con la legge sulle vaccinazioni che, pervicacemente, insiste sulle autocertificazioni: un falso e una bugia proposta ai novax per violare impunemente la legge (chi vaccina il figlio riceve immediatamente il relativo certificato. Chi ricorre all’autocertificazione non ha sottoposto il figlio ad alcuna vaccinazione). E ora, il medesimo metodo viene applicato all’elettorato a 5Stelle, quello che aveva creduto alla promessa mirabolante di un reddito di cittadinanza.
In realtà, ciò di cui parliamo è un reddito di fannullanza, visto che ci saranno sì 3 proposte di lavoro (teoricamente condizionanti), ma che i vincoli cui saranno sottoposte è tale da giustificare ogni inoccupazione. Per non ricordare che, al Sud, non ci sono investimenti o imprese bisognose di sviluppo, talché le proposte di lavoro non si saranno.
L’aggravamento dei costi del sistema pensionistico comporta una grave perdita di attese per i giovani e meno giovani (cinquantenni) per il giorno in cui saranno collocati a riposo.
Insomma, il governo va a distribuire quattrini che non ci sono. Ricchezza non prodotta. A debito. Se c’è una parola idonea a definire la manovra, questa è «chavismo».
Non è necessario aspettare ora la finanziaria. Sappiamo già abbastanza. Il costo dell’operazione sarà tutto sulla classe media e sulle imprese.
Le banche, cuore pulsante dell’economia, sono già entrate in sofferenza: colme come sono di titoli di debito pubblico italiano sono le prime vittime della caduta di fiducia.
Peraltro, la società italiana è ancora fondata su una maggioranza di formiche. Sarà difficile spazzarla via.
www.cacopardo.it