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IL VINO

Montefalco Sagrantino di Caprai: nobile portata

di Andrea Grignaffini -

02 ottobre 2018, 16:29

Montefalco Sagrantino di Caprai: nobile portata

Cosa accomuna il merletto al Sagrantino? Ovvero il tessile al vino? Naturalmente la famiglia Caprai con il capostipite Arnaldo e via via i figli Marco, Luca e Arianna, e con l’avvento del nuovo brend internazionale Cruciani, leader nel settore del cashmire, pashmine, borse e i famosissimi braccialetti, realizzati in pizzo macramé, diventano in breve tempo fenomeno di massa.

Ma torniamo al vino e al Sagrantino. Siamo a Montefalco in provincia di Perugia, quando Arnaldo Caprai durante i suoi numerosi viaggi prima come affermato business-man nell’area dei pizzi e merletti a livello nazionale e internazionale, acquistò un terreno vitato a Sagrantino diventando da subito un visionario imprenditore enoico. Dotato di capacità manageriali all’avanguardia si trovò a vinificare un vino conosciuto solo in loco e scarsamente apprezzato per la sua componente tannica fortemente accentuata sia nella versione secca che dolce.

Arnaldo e in seguito il figlio Marco con tenacia e caparbia in anni di duro lavoro riuscì a ottenere la Denominazione di Origine Controllata e Garantita svincolando il Sagrantino da vino locale a vino internazionale.

Iniziò dagli interventi in vigna partendo dalla selezione dei cloni e dal riposizionamento dei sistemi di allevamento, mentre in cantina applicò metodi moderni innovativi per ridefinire la componente tannica molto esasperata in tannini più eleganti, fini e delicati.

Nel tempo il successo è arrivato con un’esportazione oltre l’Europa, negli Stati Uniti e nei nuovi importanti mercati d’Oriente. Così il divario tra tessile e vino si è chiuso dando entrambi il meglio come afferma Luca Caprai: «Noi produciamo il nostro meglio con il meglio in assoluto tra tecniche, materie prime, esperienza, artigianalità necessaria».

Veniamo così al Montefalco Sagrantino 25 anni 2014 di Arnaldo Caprai: ha colore profondo che rispecchia l’olfatto «black and dark» e che torna in un sorso che è sì concentrato ma di nobilissima portata.