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viaggi

Germania, a Lubecca l'antica capitale dei mercanti

Tra le chiese e i palazzi di una città che è Patrimonio dell'umanità

di Luca Pelagatti -

08 ottobre 2018, 16:12

Germania,   a Lubecca l'antica capitale dei mercanti

E’ stata una delle città più importanti d’Europa, la regina della lega Anseatica. Eppure, oggi, per molti è solo uno scalo dove atterrano i voli low cost. Ed è davvero un enorme peccato. Si, perché Lubecca, nonostante la Grande Amburgo abbia nel recente passato cercato di farla diventare una specie di città satellite è una stella che brilla di luce propria. E non a caso l’Unesco già dal 1987 l’ha inserita nella sua magica lista dei patrimoni dell’Umanità. Un riconoscimento per quella che quella che se oggi è una bella città in passato è stata addirittura una delle capitali dei commerci e del diritto.
I “Diritti di Lubecca", una raccolta di regole scritte nel XII secolo hanno stabilito infatti le norme del diritto marittimo e terrestre per oltre 100 città intorno al mar Baltico e furono il presupposto per l'ascesa della lega anseatica a maggiore potenza commerciale della sua epoca. Con un dettaglio da sottolineare: restarono in vigore fino al 1900. Un simile retaggio di potere ovviamente non sta solo sulla carta. Ma anche nella pietra. Con i suoi sette campanili e le cinque chiese, il centro storico circondato dall'acqua è il posto giusto per passeggiare e riscoprire le atmosfere nordiche facendo scivolare lo sguardo tra edifici gotici, rinascimentali, barocchi e giocando a perdersi tra vie tortuose, vicoli, conventi e tracce di fortificazioni che anche se furono devastate dalle tempeste di fuoco e piombo della guerra ora splendono come ai tempi di Enrico il Leone di Sassonia. Il punto di partenza di ogni visita è quel gioiello gotico che è la Marienkirche, la chiesa più sontuosa di Lubecca e modello per circa altre 70 chiese della regione baltica. Grazie alla volta in mattoni più alta del mondo, questo edificio è una testimonianza architettonica del passato di straordinaria importanza che getta ora la sfida al MuK, il centro per congressi ed eventi musicali che sembra il suo contrappunto moderno e che si trova proprio di fronte. Il centro ospita festival musicali ed eventi e si distingue anche per il gruppo di sculture chiamate “Gli stranieri”. Nell’epoca nostra di migrazioni è di una attualità che colpisce. Poi è d’obbligo proseguire la passeggiata nel centro storico magari soffermandosi nel Koberg, un quartiere del tardo XIII secolo arrivato sino a noi praticamente com’era per poi andare a scoprire gli edifici tra la Glockengießerstraße e la Aegidienstraße, una prospettiva unica di antiche case patrizie. Poi dopo un selfie davanti alla porta Holstentor, il simbolo della città sarà quasi sicuramente arrivato il momento per godersi l’altra faccia di Lubecca. Quella vivace e piacevolmente scatenata dei suoi locali. Già, perché il cielo del nord può apparire spesso plumbeo quello che accade nei bierkeller, i classici pub tedeschi, è molto più allegro. Durante il giorno troverete una infinità di locali ma il bello è che con l’arrivo della sera, in particolare dal giovedi in poi, tutto cambia volto. I caffè e il marzapane, uno dei vanti di Lubecca, lasciano il posto alla birra e ai cocktail e spesso compaiono dj o gruppi dal vivo ad intrattenere i clienti. E una sosta al Im Alten Zolln, una birreria in un palazzo del ‘500 dove il rock è di casa vi farà capire che la movida non è solo una passione latina.

DA VEDERE
TRAVEMUNDE A SPASSO SUL MARE
Certamente questa non è la stagione per programmare gite al mare. Soprattutto alle latitudini di Lubecca. Ma una breve visita di Travemünde, il più vicino dei quartieri di Lubecca al Mar Baltico, è imperdibile. Questo luogo per secoli è stato oltre ad un porto di fondamentale importanza, il ritiro di turisti eleganti. E le pagine dei Buddenbrook lo ricorda visto che qui sono ambientate alcune pagine. Ancora oggi, sul bel lungomare, si può respirare un’aria di altri tempi, quella meta di villeggiatura per intellettuali un po’ dandy, con le ville di fine Ottocento-primi Novecento che si affacciano sulla promenade. Poco lontano salpano le navi che fanno la spola con la Scandinavia ma il simbolo di questa cittadina sono i strandkorb, le sedie da spiagge in vimini con il baldacchino. Proteggono dal vento e fanno molti villeggianti dell’ottocento come d’altra parte quasi tutto a Travemünde dove si respira una quiete di charme, una grazia storica, una pace un po’ snob. A differenza della vicina Lubecca, Travemünde fu risparmiata dalla grande distruzione della seconda guerra mondiale, ma la città finì direttamente sulla prima linea della Guerra Fredda dopo la spartizione della Germania. Fino al 1989 il confine inter-tedesco correva lungo la penisola di Priwall, un luogo di grande bellezza naturalistica che però fu trasformato in un'area militare e off-limits per il pubblico. Il . Il centro storico ha mantenuto il suo carattere addormentato ed è piacevole camminare tra le vecchie case a graticcio che durante il fine settimana attirano molti turisti che poi nelle belle giornate passeggiano sul lungomare.