Sei in Archivio

VIDEOGAME

Life is strange 2, il gioco come una serie tv

di Riccardo Anselmi -

08 ottobre 2018, 20:36

Life is strange 2, il gioco come una serie tv

La narrazione multimediale al tempo di Netflix passa anche per videogame che strizzano l’occhio alle serie tv, dei quali era specialista lo studio Telltale, la cui repentina chiusura, lo scorso settembre, nel bel mezzo della stagione finale del gioco a episodi di The walking dead, ha colpito non solo gli appassionati del genere, ma l’intero settore. Fortunatamente per i fan sembra che The Walking Dead: The final season avrà comunque il suo epilogo, con le rimanenti due puntate che verranno prodotte da Skybound, la società del patron del fumetto, Robert Kirkman. Ma intanto lo stile di racconto a episodi portato avanti da Telltale ha fatto proseliti. Mentre si sta concludendo l’arco della prima stagione dell’originalissimo giallo storico The Council (Focus), è appena incominciato il cammino della seconda stagione di Life is strange (Square Enix). Rispetto al cambio al timone che ha interessato lo sviluppo del prequel Life is strange: Before the storm, a dirigere Life is strange 2 si ritrova la stessa software house del primo capitolo, Dontnod. Life is strange 2 si apre con Roads, prologo dei cinque episodi in programma, della durata di una manciata di ore ciascuno. Già nel titolo, Roads contiene l’incipit di quello che appare come il leitmotiv della stagione, nel solco appunto della grande tradizione delle storie di viaggio, on the road. In questo caso il riferimento è però anche a una caratteristica intrinseca del videogame, che permette di influenzare l’andamento della trama attraverso le proprie scelte, che si riverberano, con diversi gradi di conseguenze, non solo all’interno della singola puntata, ma per l’intera serie. I protagonisti sono due ragazzini, Sean e Daniel Diaz, di 16 e 9 anni, costretti a fuggire in seguito a un evento che sconvolge le loro vite. Partiti da Seattle, cercheranno di raggiungere il Messico. Non è un caso che ricordi, all’incontrario, le rotte dei migranti che provano ogni giorno a entrare negli Usa. Così se da un lato Life is strange 2 approccia in maniera moderna e sensibile il popolarissimo filone dei supereroi, dall’altro accompagna tra i dubbi, le contraddizioni, la violenza e le paure dell’America di oggi, a conferma della capacità di Dontnod di emozionare indagando la società con uno sguardo vicino alle giovani generazioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA