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Fontevivo

Prima della partita volano accuse di razzismo sul web

08 ottobre 2018, 23:15

Prima della partita volano accuse di razzismo sul web

E’ finita con la vittoria del Fontevivo per 2 reti a 1, ma soprattutto con gli «in bocca al lupo» agli avversari per il resto del campionato una foto di gruppo sotto ad uno striscione di solidarietà con Domenico Lucano, il sindaco del Comune di Riace arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la partita tra l’Asd La Paz e il Fontevivo.
Un match che nelle ore precedenti al fischio d’inizio aveva fatto scaldare gli animi per un post pubblicato su facebook dalla squadra parmigiana.
«Dopo la vittoria di misura a Fontanelle, la squadra di calcio dell’Oltretorrente libero e solidale sfiderà in casa il Fontevivo, paese noto per il suo sindaco leghista – si legge sotto la grafica che recita “Ama il calcio, odia Salvini” -. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare a questo evento non solo sportivo, per mostrare tutta la nostra solidarietà al sindaco di Riace, Mimmo Lucano, arrestato perchè ha dimostrato concretamente che l’immigrazione può essere una grande opportunità per tutte e tutti noi, non un problema né tantomeno una fonte di paura, come vorrebbero farci credere Salvini e compagnia».
«Sarà anche occasione - chiude -per mostrare tutta la nostra contrarietà al decreto Salvini e al governo Giallo-Verde. Divisi siamo niente, uniti siamo tutto. Ama il calcio odia il razzismo». Naturalmente è bastato poco tempo perchè il post arrivasse anche sulla bacheca di Tommaso Fiazza, il «leghista» menzionato dai giocatori della squadra parmigiana, suscitando una reazione immediata.
«Ho subito contattato uno dei componenti della commissione giudicante della Uisp per chiedere di prendere provvedimenti, anche perché la società non è nuova a questo tipo di uscite poco felici che mescolano la politica allo sport – ha detto l’assessore fontevivese Enrica Cavazzini -. Conosco i ragazzi della nostra squadra ed ero già certa che non avrebbero risposto a provocazioni o a tentativi di strumentalizzare una partita di calcio: le gare, specialmente nel campionato Uisp, devono avere come unico obiettivo quello di divertirsi».
«Trasformare una partita di calcio in un’occasione di propaganda, inneggiando all’odio, è una cosa gravissima e può generare un clima di tensione ingiustificato – ha aggiunto Fiazza -. Sicuramente, nel match di ritorno, sarò sugli spalti a tifare per i nostri ragazzi: se questi “odiatori” vogliono dirmi qualcosa di persona, invece di fare post puerili su facebook, potranno farlo in quell’occasione». c.d.c.