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EDITORIALE

Le fusioni funzionano se c'è vera condivisione

di Paolo Maria Amadasi -

09 ottobre 2018, 15:02

Le fusioni funzionano se c'è vera  condivisione

Fusioni: due referendum identici, due percorsi diversi, due esiti opposti. Sorbolo e Mezzani si sono presentati al voto dopo anni di Unione fra comuni. Dal 2001 i cittadini (a partire dai ragazzi) hanno imparato a condividere servizi, ambienti sportivi e manifestazioni: «al gir d’la cova dal gosen», che si svolge ad anni alterni a Sorbolo e Mezzani, ne è la prova più evidente. E il plebiscito (circa l'80% di favorevoli) conferma che la fusione è considerata come il naturale sbocco di una lunga convergenza.
Colorno e Torrile non hanno mai condiviso nulla. Fino alla presentazione dello studio di fattibilità, del progetto non si era mai parlato pubblicamente. E il disegno pare non aver convinto i più. A Colorno la prima cittadina si è spesa personalmente pro fusione, ma il fronte del «sì» non ha raggiunto il 51%, prevalendo di appena 44 schede. A Torrile, dove solo un assessore e un consigliere si sono schierati apertamente (il sindaco ha sempre preferito parlare di “opportunità di scegliere offerta ai cittadini”), la proposta è affondata: tre quarti dei votanti si sono detti contrari. I tempi (e i modi) non sono stati giudicati maturi.
Non è da escludere che in futuro tutta la Bassa Est (da Sissa Trecasali a Sorbolo Mezzani, passando per Torrile e Colorno) possa diventare un solo Comune. E che la piccola Versailles, con il suo palazzo e il suo giardino, torni a ricoprire un ruolo centrale. Un'ipotesi percorribile? Forse. Ma con calma.
pmamadasi@gazzettadiparma.net