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GHIAIA

Quelle panchine «in gabbia» contro i bivacchi

09 ottobre 2018, 07:02

Quelle panchine «in gabbia» contro i bivacchi

VITTORIO ROTOLO

«La situazione era ormai fuori controllo. A tutte le ore del giorno, e fino a sera, su queste panchine si vedeva gente che bivaccava, si ubriacava e vomitava per terra, apostrofando in malo modo le signore che andavano a fare la spesa. Bisognava mettere un freno...». Filippo Mori, direttore di PromoGhiaia, risponde così alle polemiche in merito al caso delle panchine «ingabbiate», presenti in uno dei luoghi storicamente più frequentati della nostra città.

Nel giorno dell’inaugurazione del Ponte Romano, riconsegnato alla città con una cerimonia in grande stile, dopo gli interventi di riqualificazione, il particolarissimo «arredo» delle panchine collocate di fronte al supermercato, a pochi passi dal punto in cui è avvenuto il taglio del nastro, non è passato inosservato tra i parmigiani. Che si sono letteralmente scatenati sui social. E nel mirino, è finita proprio l’amministrazione comunale.

«Le panchine esistono in ogni parte del mondo e servono a far sedere le persone: se la giunta comunale non è in grado di gestire chi ne fa un uso diverso o eccessivo è un problema loro, non può diventare un problema del cittadino» ha scritto qualcuno. E un’altra, ha rincarato la dose: «Parma sempre più brutta e inospitale» è stato il laconico commento.

«L’uso di piazza Ghiaia è a carico di Progetto Ghiaia Srl, tranne che nelle due giornate riservate al mercato comunale. Da parte nostra possiamo solo verificare, e lo faremo, che l’intervento sia stato autorizzato» ha subito chiarito il delegato al Decoro urbano del Comune di Parma, Antonio Maria Tedeschi. Ci ha pensato allora Mori a spiegare come sono andate le cose.

«L’intervento risale alla primavera scorsa e, inizialmente, all’interno di queste gabbie avevamo collocato alcuni fiori, che poi qualcuno ha pensato bene di distruggere. L’esigenza era quella di dare risposte alle frequenti lamentele da parte di commercianti e residenti della Ghiaia, esasperati dalla presenza di chi disturbava e, talvolta, pure derubava i passanti. Abbiamo più volte fatto intervenire le Forze dell’ordine e, successivamente, cercato di risolvere la questione con l’ausilio della vigilanza privata. Ma tutto è stato inutile. È solo da quando abbiamo messo le gabbie sulle panchine, impedendone di fatto l’utilizzo, che questi incivili, come per magia, sono spariti. Le autorizzazioni? Alcuni aspetti li ha seguiti direttamente Progetto Ghiaia. In ogni caso – puntualizza Mori – non stiamo parlando di interventi strutturali sulla piazza ma di semplici installazioni, volendo anche provvisorie».

Sul web, in mezzo al malumore di tanti, c’è chi difende la scelta.

«Ci lamentiamo sempre... prima c’era il bivacco sulle panchine e non andava bene... Ora non ci sono le panchine, e di conseguenza neppure il bivacco, e non ci va bene ...» v iene sottolineato. Sul piano estetico però, ad oggi, il risultato non è dei migliori. «Di sicuro, queste panchine possono essere rese più belle – conferma Mori -: provvederemo al più presto».