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Salute

Il gomito fa vedere le stelle? Può essere l'epicondilite

Un disturbo che può cronicizzarsi, se non trattato Fra i rimedi antinfiammatori, onde d'urto, riposo

di Monica Tiezzi -

10 ottobre 2018, 13:58

Il gomito fa vedere le stelle? Può essere l'epicondilite

MONICA TIEZZI
Il braccio e l'avambraccio dolenti, le mani rattrappite, fitte insopportabili se si urta il gomito. Sono alcuni dei sintomi dell'epicondilite, comunemente detta «gomito del tennista», perché colpisce anche (ma non prevalentemente) chi, come i tennisti, lavora molto con braccia e mani. Ne parliamo con Alberto Ape, medico fisiatra della casa di cura Città di Parma.
«L'epicondilite - spiega lo specialista - è una patologia del gomito che interessa principalmente il muscolo estensore radiale breve del carpo e la sua inserzione ossea sull'epicondilo omerale. Le cause sono prevalentemente degenerative microtraumatiche. I sintomi includono un forte dolore locale, spesso cronico nel tempo, e la difficoltà nell'eseguire alcuni movimenti, come quelli del polso, e flettere o estendere il braccio».
La definizione di «gomito del tennista» non deve però trarre in inganno.
«Nella comune pratica clinica è facile trovare frequentemente questa patologia in persone che svolgono attività lavorative o sportive ripetitive nel tempo, ma anche in chi non svolge attività occupazionali particolarmente pesanti. Bisogna infatti ricordare - spiega Ape - che il muscolo interessato viene sollecitato per qualsiasi movimento del polso e della mano, anche il più semplice, come scrivere, digitare su una tastiera, girare una chiave, guidare. A questo livello le sollecitazioni sono alte per qualsiasi tendine proprio per il gradiente di tensione tra osso e tendine e per la notevole resistenza delle fibre che penetrano l'osso, come le radici nel terreno».
Le cause del disturbo non sono ancora del tutto chiare: «Non è ancora nota la ragione per cui questo disturbo interessi solo quel particolare tendine e non altri del medesimo distretto - dice Ape - Oltre alla sollecitazione meccanica esiste però certamente anche una predisposizione locale ed individuale a sviluppare la malattia. E oltre all'epicondilo il processo infiammatorio può interessare la parte interna del gomito, in questo caso si parla di epitrocleite o “gomito del golfista”».
Quando si manifesta e come si fa la diagnosi?
«La fascia di età più colpita è quella che va dai 30 ai 50 anni, indistintamente uomini e donne, ed è alto il rischio di recidive. Il dolore nelle prime fasi è spesso trascurato o curato in modo inadeguato. L'esame del paziente, il dolore sull'epicondilo o sull'epitroclea nell'eseguire alcuni movimenti, la palpazione dolorosa dell'epicondilo, alcuni test semeiologici specifici e gli esami strumentali, come l'ecografia, radiografia, Tac e risonanza magnetica, permettono di fare la corretta diagnosi».
I rimedi?
«Antiinfiammatori topici o sistemici, terapie fisiche, mesoterapia e infiltrazioni locali con steroidi sono le terapie più comuni. Oggi sempre più frequentemente si usano le onde d'urto focali, che rappresentano la terapia non cruenta che offre più percentuali di successo per guarire tale patologia, sia essa rappresentata dalla semplice infiammazione del tendine che dalla concomitante presenza di depositi calcifici. Nella maggior parte dei casi sono sufficienti tre sedute di onde d'urto focali per risolvere o attenuare il dolore, con la ripresa funzionale ed il ritorno alle normali attività».