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EDITORIALE

Informarsi sui social? Gli italiani ci ripensano

di Michele Brambilla -

11 ottobre 2018, 16:50

Informarsi  sui social?  Gli italiani ci ripensano

Questa mattina, in Senato, il Censis presenterà il suo «15° Rapporto sulla comunicazione». Ieri il Corriere della Sera ne ha anticipato i contenuti. E sono contenuti sorprendenti.
Alla domanda su quale il grado di affidabilità di ciascuno degli odierni mezzi di comunicazione, la radio ha ottenuto il gradimento più alto (69,7 per cento degli intervistati); la televisione il secondo posto (69,1), la stampa il terzo (64,3), i siti web di informazione il quarto (42,8). I social network, che secondo la vulgata del momento sono il mezzo di comunicazione del presente e del futuro, sono all'ultimo posto quanto a credibilità: solo il 33,6 per cento degli italiani si fida di quello che trova sulle varie piattaforme.
Rispetto all'anno scorso, l'uso di Facebook come fonte d'informazione è calato del 9,1 per cento, mentre la scelta del telegiornale è salita del 4,4 e quella delle tv all news del 2,4; sia pure di poco (più 0,6) è salito anche l'uso dei quotidiani cartacei. «La fuga da Facebook come fonte d'informazione è la novità del 2018», ha detto il direttore generale del Censis Massimiliano Valerii.
A dispetto di quanto dicono anche alcuni politici, quindi, la gente chiede ancora, per informarsi, professionalità, marchi storici, identificabilità di chi scrive: in una parola, credibilità. Certo anche i giornali sbagliano: ma restano l'unico antidoto al dilagare delle fake news.