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EDITORIALE

La burocrazia infinita per appalti e infrastrutture

di Stefano Pileri -

12 ottobre 2018, 16:08

La burocrazia infinita per appalti e infrastrutture

E’ un passo importante quello avvenuto ieri in Provincia dove sono state aperte le buste con le offerte per la sistemazione del ponte sul Po fra Colorno e Casalmaggiore. Salvo intoppi, all'inizio della prossima estate i lavori saranno conclusi e si potrà passare da uno sponda all’altra del Grande fiume senza lunghe deviazioni.
Ma nessuno può dimenticare che sono trascorsi già ben tredici mesi da quel giorno di settembre dell’anno scorso quando fu decisa la chiusura del ponte perché numerose travi rischiavano di crollare. Tredici mesi per arrivare all’appalto e ne servirà almeno un altro per veder partire i lavori. Un tempo inaccettabile per chi a cavallo del Po vive e lavora. I parlamentari del territorio (a cominciare dall’allora senatore Pagliari) hanno fatto il possibile per ottenere i fondi straordinari dal Governo. La Provincia ha fatto quanto poteva per ridurre al minimo i tempi privilegiando, nel bando, le offerte che garantivano questo obiettivo. Il problema è che l’Italia ha un sistema di infrastrutture e di appalti per le opere pubbliche inadeguato per un Paese moderno. Non è una questione di questo o di quel governo, di questo o di quel politico, ma di regole e burocrazia che non funzionano. E, visti i tempi, sarà bene mettersi subito al lavoro per il nuovo ponte. Quello attuale, una volta sistemato - secondo i tecnici - avrà una vita utile di una decina d’anni. Poi ne servirà un altro.