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EDITORIALE

Prime crepe nei sondaggi. Troppi dubbi sulla manovra

di Stefano Pileri -

13 ottobre 2018, 14:37

Prime crepe nei sondaggi. Troppi dubbi sulla manovra

Sarà che erano andati al governo per «aiutare gli italiani» e ora, invece, chiedono una mano ai risparmiatori perché investano nei nostri titoli di stato. Sarà che è tutto un rincorrersi di annunci mirabolanti, correzioni e imbarazzate smentite fra ministri, viceministri, sottosegretari o semplici parlamentari. Fatto sta che – è notizia di queste ore - per la prima volta dalle elezioni del 4 marzo, i sondaggi politici segnano un’inversione di tendenza. Sia chiaro: Lega e Movimento 5 stelle continuano a raccogliere la maggioranza assoluta delle preferenze, circa il 60%. Ma, dicono vari sondaggisti, si inizia a vedere un cedimento nelle percentuali dei partiti di Salvini e Di Maio, circa un punto in meno a testa. Nulla di grave per i due leader: anche perché non giungono segni di particolare vitalità dall’opposizione. Però - e questo è l'aspetto più importante - secondo i sondaggi Tecné, si sono impennati i giudizi negativi sulla manovra economica che hanno sopravanzato nettamente quelli positivi: 48 contro 40 per cento.
In altre parole, fin che si tratta di fare promesse, Lega e M5S non ne sbagliano una. Meglio ancora se, invece che di provvedimenti economici o fiscali, si parla di immigrati. I problemi iniziano quando bisogna trasformare quelle promesse in realtà. E vengono alla luce tutte le contraddizioni di questa coalizione, a cominciare dai retroterra elettorali dei due partiti che - è sempre bene ricordarlo - sono quasi opposti.