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EDITORIALE

L'esempio di Ilaria Cucchi Donna ostinata sorella di tutti

di Filiberto Molossi -

15 ottobre 2018, 16:57

L'esempio di Ilaria Cucchi Donna ostinata sorella di tutti

Sarà perché anch'io avevo una sorella e si chiamava proprio come lei, sarà perché conosco quel legame che è una promessa prima ancora che un sentimento, sarà perché nutro un'insana ammirazione per chi combatte contro i mulini a vento, per chi dice bianco quando il resto del mondo vede nero. Sarà per tutti questi motivi, ma davvero fatico in questi giorni a trovare un esempio più grande di quello di Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano a cui una sera i carabinieri, per dirla alla De Andrè, cercarono l'anima a forza di botte. C'è qualcosa di meraviglioso e rassicurante nell'ostinazione, nell'incrollabile determinazione, nel coraggio di questa donna minuta. Che non ha mai nascosto che il fratello, morto a causa delle ferite riportate dopo un brutale pestaggio, fosse uno spacciatore, che non ha mai messo in discussione i carabinieri in quanto corpo, Arma, ma solo i singoli, che ha resistito a insulti, minacce, provocazioni. Non credo ci sia, nella notte della repubblica, personaggio più luminoso. Conosco l'impegno, la dedizione (e anche la frustrazione) delle forze dell'ordine: nessuno si permetta di generalizzare. Ma è indubbio che in questa storia piena di orrori ed errori, molte, troppe, sono state le mancanze. Il comandante dei carabinieri Nistri ha detto che «ora va accertato quanto successe quella sera». Giusto: ma non si poteva farlo già 9 anni fa? Recita un proverbio africano: «La mattina la menzogna parte a spron battuto, la verità si mette in movimento la sera». Tarda, ma arriva.