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La saga di Pillars of eternity per gli orfani di Baldur's gate

di Riccardo Anselmi -

15 ottobre 2018, 19:31

La saga di Pillars of eternity per gli orfani di Baldur's gate

Giochi di ruolo. Quello che un tempo era un genere principe del digital entertainment sta attraversando un’importante stagione di rinnovamento, nel segno dei sempre più diffusi gaas, acronimo di game as a service, dove tutto ruota attorno a una struttura online progettata per mantenere coinvolto il pubblico nel gioco sul medio-lungo periodo. Per i big del settore sembra quasi essere diventata l’unica strada percorribile con le grandi produzioni. La abbracceranno anche Fallout 76, il prossimo capitolo della serie post-apocalittica pubblicata da Bethesda in uscita in novembre, e Anthem, l’ultimo kolossal fantascientifico di Bioware, la casa di Mass effect e Dragon age, atteso all’inizio del 2019. In realtà, in parte pure in risposta all’attuale stagione di cambiamenti, che strizzano forse più gli occhi all’enorme bacino agitato da Fortnite che non ai vecchi fan, in questi anni si è andata a costituire una vivace scena indie, spesso animata dagli stessi veterani che, qualche decennio fa, hanno contribuito al successo su computer degli rpg dell’epoca d’oro, da Planescape: Torment a Baldur’s gate.
È il caso della saga fantasy portata avanti, grazie anche al crowdfunding, dagli specialisti di Obisidian. Giunta al secondo capitolo, Pillars of eternity II: Deadfire (disponibile per PC sotto etichetta Versus Evil; gli adattamenti console sono in sviluppo), rappresenta l’erede spirituale della tradizione dei Baldur’s Gate. Un rpg, insomma, come si facevano una volta, da giocare con calma, in single player, con la possibilità di creare nei minimi dettagli il proprio personaggio, le cui caratteristiche influenzano il modo di affrontare gli eventi, in una narrazione che può seguire una piega piuttosto che l’altra a seconda delle decisioni prese e delle statistiche, fondamentali anche nei combattimenti, dalle sfumature tattiche nascoste dietro ogni clic (con la facoltà di mettere in pausa l’azione), mentre si legge molto, in un’atmosfera da romanzo, ricca di testi ricercati e dialoghi per conoscere meglio il mondo di gioco e i comprimari, che possono unirsi al viaggio dell’eroe oppure no in un intreccio di scelte e conseguenze. Anche la grafica isometrica richiama i classici dell’Infinity engine.
L’avventura a tema marinaresco di Pillars of eternity II sta ricevendo in questi mesi i contenuti del season pass, che comprende tre mini espansioni in formato dlc, le prime due - Beast of winter e Seeker, slayer, survivor - già scaricabili, l’ultima - The forgotten sanctum - prevista in novembre. Così come per i paesaggi innevati di Beast of winter, omaggio a Icewind Dale incentrato sulla figura di Rymrgand, il dio della distruzione, anche Seeker, slayer, survivor offre lo spunto per approfondire l’universo fantasy immaginato da Obsidian e il suo complesso quanto crudele pantheon, con l’attenzione che ora si sposta su Galawain, il dio della caccia, tra miti ancestrali e pratiche tribali, in un’altra zona recondita dell’arcipelago nel quale si svolge la vicenda del videogame. L’accento per l’occasione mira a valorizzare anche e soprattutto le battaglie, con la traduzione letterale, sfida dopo sfida, di una società nella quale vige la legge del più forte.

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