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EUROPA

L'Efsa: il rinvio della riforma (con aumento del budget) danneggia l'Italia

Audizione in Senato del senior policy adviser dell'Efsa, Alberto Spagnolli

17 ottobre 2018, 21:06

L'Efsa: il rinvio della riforma (con aumento del budget) danneggia l'Italia

E’ dannoso soprattutto per l’Italia il probabile rallentamento dell’iter legislativo delle nuove regole Ue per la sicurezza alimentare che va a ridefinire il ruolo di Efsa. E questo a partire dal punto di vista economico; il budget dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare di Parma, fissato oggi in 80 milioni di euro, con le nuove norme, dovrebbe aumentare di 62 milioni di euro, risorse che potrebbero ricadere in buona parte all’interno del territorio nazionale. Lo ha detto il senior policy adviser dell’Efsa, Alberto Spagnolli, in un’audizione a Palazzo Madama delle Commissioni agricoltura riunite di Camera e Senato. La decisione finale sulla proposta di riforma, infatti, presentata ad aprile scorso dalla Commissione Europea, dovrebbe essere rinviata alla prossima legislatura dell’Europarlamento.
La riforma, ha ricordato Spagnolli, ha diversi obiettivi, primo tra tutti quello di rendere più trasparenti i risultati degli studi scientifici sulla sicurezza alimentare ma sopratutto il dibattito politico che ne consegue. Il problema è stato evidenziato, in particolare, su come è stata gestita la questione del glifosato, il principio attivo contenuto nei pesticidi utilizzati in agricoltura. Le nuove norme prevedono anche un modo diverso di lavorare, improntandolo sul coinvolgimento di tutti i singoli Stati. Tutto questo, ha precisato Spagnolli, «per migliorare l’efficienza e l’efficacia del processo scientifico».

«Tenere gli Stati membri completamente al di fuori della gestione di Efsa e del lavoro scientifico - ha spegato Spagnolli - ha portato una facilità a distanziarsi e a screditare il lavoro dell’Agenzia; da qui la proposta di riforma che, pur salvaguardando l’indipendenza dell’Agenzia, aumenta la partecipazione dei Paesi negli organismi di gestione e nella selezione degli esperti scientifici, in modo che i governi nazionali non possano sentirsi autorizzati a dire "io non c'ero" e a non riconoscere il lavoro di Efsa».
Altro punto che ha portato al blocco delle discussioni a livello del Parlamento Ue, ha spiegato Spagnolli, è la normativa sulla trasparenza, «l'aspetto più problematico». Il punto di discussione «è la linea di demarcazione tra interesse pubblico e confidenzialità dove non si riesce ancora a trovare una quadra - ha evidenziato Spagnolli - ci sono le lobby dei consumatori, delle Ong e dell’industria a Bruxelles che stanno facendo una lotta serrata su questo punto». La proposta, sottolineata oggi in audizione, «è che ci sia una pubblicazione automatica dei dati che forniscono le industrie e che ci siano certe eccezioni predefinite, sempre con la priorità dell’interesse pubblico alla trasparenza. Efsa è favorevole perchè la scienza più è trasparente più è di qualità, ma l’industria e i produttori hanno i propri interessi che devono essere legittimamente difesi rispetto a una potenziale interferenza dei concorrenti».

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