Sei in Archivio

LA PAROLA ALL'ESPERTO

Sportello previdenza: casse diverse, il cumulo è più conveniente

di Paolo Zani* -

17 ottobre 2018, 23:19

Sportello previdenza: casse diverse, il cumulo è più conveniente

IL QUESITO
Alla fine del 2018 avrò maturato 40 anni di contributi, una parte versati all'Inpdap (confluiti all'Inps) e una parte versati ad una cassa privata, a cui verso anche attualmente. Avendo 59 anni a fine anno quali sono le prime possibili finestre per andare in pensione? Ci  sono sconti per le pensioni rosa?
A.V.

_____________


Se ha la contribuzione tra Inps e una cassa privata dove per cassa privata s’intende le casse previdenziali obbligatorie dei professionisti (cassa geometri, cassa ingegneri e architetti, ecc.) le si aprono almeno tre possibilità per l’accesso alla pensione. Qui di seguito vediamo di cosa si tratta: ovviamente si possono unificare solo i periodi di contribuzione non coincidenti.

RICONGIUNZIONE E’ possibile, ai sensi della legge n° 45 del 1990, «ricongiungere» (portare in un’unica cassa) tutta la contribuzione. In questo caso la cassa cui si ricongiunge liquiderà la pensione secondo le sue regole. Questa operazione è molto costosa, con onere a carico del richiedente; per questo motivo pochissimi lavoratori vi ricorrono. C’è da dire, a onor del vero, che nel 1990 era l’unica possibilità per poter usufruire ai fini pensionistici di tutti i vari spezzoni di contributi versati in diverse gestioni. Oggi, direi, che non è più attuale.
TOTALIZZAZIONE La totalizzazione istituita con la legge n° 46/2006 consente ai lavoratori di unificare i vari periodi contributivi in modo gratuito ed ottenere l'erogazione di una pensione che rappresenta la somma dei trattamenti di competenza di ciascun ente previdenziale. La totalizzazione permette al lavoratore di accedere al pensionamento anticipato, indipendentemente dall’età, con 40 anni e sette mesi di contributi (per il 2018). Questo requisito è soggetto al meccanismo di adeguamento in relazione all’aspettativa di vita. Gli svantaggi sono sostanzialmente due: il primo è che la decorrenza del trattamento di pensione viene spostato di 21 mesi dal momento della maturazione dei requisiti, il secondo - più penalizzante - è che il calcolo del trattamento pensionistico avverrà con il sistema contributivo vale a dire esclusivamente sulla base di tutta la contribuzione versata. Il sistema di calcolo contributivo è, in generale, più svantaggioso rispetto a quello retributivo che basa il calcolo sulle ultime retribuzioni o imponibile previdenziale. Solo se si è maturato il requisito autonomo in una delle gestioni è possibile il calcolo retributivo per questa parte di contribuzione.
CUMULO La vera novità, introdotta dalla legge n° 228/2012 poi estesa anche ai liberi professionisti con la legge 232/2016, è quella del «cumulo». L’operazione permette, analogamente alla totalizzazione, di riunificare gratuitamente tutti gli spezzoni contributivi al fine di ottenere un’unica pensione. Utilizzando il cumulo la pensione verrà calcolata «pro quota» secondo le regole applicate in ogni singola gestione quindi non esclusivamente con il sistema contributivo, e i requisiti per la pensione anticipata sono quelli previsti dalla legge Fornero.
Nel caso specifico del nostro lettore il requisito contributivo richiesto sarà, con le regole attuali, di 43 anni e sei mesi se uomo e di 42 anni e sei mesi se donna. Per quanto riguarda le cosiddette «pensioni rosa» penso si riferisca all’opzione donna: ad oggi non c’è nessuna novità anzi direi che non se ne parla nemmeno.

*www.tuttoprevidenza.it

___________________

Inviate le vostre domande su fisco, lavoro, casa, previdenza a
esperto@gazzettadiparma.net