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sanità/Regione

Venturi "punito" dall'Ordine? AcEMC: "Sorpresi, sconcertati e preoccupati"

18 ottobre 2018, 18:43

Venturi

L'Academy of Emergency Medicine and Care presieduta dal presidente nazionale Gianfranco Cervellin, prende posizione nello scontro tra Venturi e il presidente dell’Ordine dei medici di Bologna. Polemica nata dopo che il presidente dell'Ordine dei medici di Bologna, Giancarlo Pizza, ha firmato la prefazione a un libro contrario all'obbligo vaccinale (parole condannate da molte associazioni di camici bianchi), una delle bandiere della Regione già prima della legge Lorenzin. Lo stesso Venturi rivela di essere al centro di un procedimento disciplinare da parte dello stesso Ordine: "Per una delibera adottata dalla giunta regionale oltre due anni fa, un atto amministrativo che non ha niente a che fare con la deontologia medica. Così trascina l'Ordine dei medici nella disputa politica". 

Ecco la lettera di Cervellin

Il Presidente ed il Consiglio Direttivo Nazionale della Academy of Emergency Medicine and Care (AcEMC), preso atto dei provvedimenti recentemente assunti dal Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bologna nei confronti dell’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna, manifestano sorpresa, sconcerto e preoccupazione. Ciò che più sconcerta e preoccupa è il fatto che il suddetto provvedimento disciplinare sia stato assunto non in merito alla condotta professionale di un Medico, con particolare riferimento alle implicazioni deontologiche, di squisita pertinenza ordinistica, ma in merito all’attività politica ed amministrativa da questi svolte su preciso mandato del Presidente della Regione. Se l’Assessore non fosse stato Medico, come peraltro accade nella maggior parte delle Regioni, quali provvedimenti avrebbe assunto il Presidente dell’Ordine?
Un’ampia integrazione interdisciplinare ed interprofessionale, nel pieno rispetto delle rispettive pertinenze e competenze, sono da sempre parte integrante del DNA costitutivo della scrivente società, come dimostrano i programmi dei congressi e convegni da noi promossi e/o patrocinati, che prevedono sempre ampie sessioni infermieristiche e/o interprofessionali.
In una società moderna, gravata peraltro da crescenti problematiche di tipo economico ed organizzativo in senso lato, alzare barriere rigide tra le professioni non può che portare danni alla tutela della salute dei cittadini.
Il dibattito scientifico e tecnico-politico può e deve incentrarsi sui rispettivi confini delle competenze e delle pertinenze delle specifiche professionalità, confini che non possono che cambiare sensibilmente con l’avanzare del tempo. Basti pensare al mansionario infermieristico di non troppi anni fa…
La scrivente AcEMC teme che quanto accaduto a Bologna non solo non contribuisca al suddetto fertile dibattito, ma vada anzi a congelare posizioni di retrovia, irrigidendo così un sistema già in pesante sofferenza.
Auspichiamo pertanto che il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bologna possa riconsiderare le proprie posizioni, entrando con atteggiamento propositivo e costruttivo nel dibattito sopra menzionato.