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IL RACCONTO DELLA DOMENICA

I soldati alti dell'ultimo giorno

di Luisa Pancaldi Schianchi -

21 ottobre 2018, 23:00

I soldati alti dell'ultimo giorno

L'inverno del 1945 era stato molto rigido. Nella piazza, tra la gente della Bassa, s'immaginava la ritirata tedesca sul grande fiume. Gli alleati avanzavano e i partigiani tenevano sgombra la via. I giorni passavano, si avvicinava la Pasqua. In paese, anche se in tono minore, si facevano i preparativi. Era gente che non aveva abbandonato la speranza in Dio. Almeno quel Venerdì Santo le ostilità dovevano cessare. La lunga processione si snodò per le vie del paese, nell'ora prima del coprifuoco. I bambini con gli abiti bianchi della comunione erano il messaggio di un presto risorgere.
La festa in casa di Paride e Bianca trascorse tranquilla, prepararono anche le uova colorate per la bambina. In quei giorni i corrieri annunciavano l'avvicinarsi di una colonna di carri armati americani. I tedeschi avevano portato le loro postazioni in fondo al paese, sugli argini del Po. Era l'ultimo fronte di difesa.
La sera del 22 aprile Bianca e la bambina dormirono dalla nonna, un posto più sicuro. Paride, rimasto solo nel casello ferroviario, barricò porte e finestre con alcune traversine e cominciò l'attesa.
«Papà, - chiedeva con insistenza la bambina - raccontami della notte che io e la mamma abbiamo dormito dalla nonna». E lui per l'ennesima volta ricordava quelle interminabili ore.
La sera cominciarono i primi viavai di tedeschi che si ritiravano. Bussavano con forza a quella porta sbarrata che lui non voleva aprire. I più chiedevano acqua e lui, che tanto aveva sofferto negli anni di prigionia in Grecia, apriva. Dava loro l'acqua del pozzo. Un soldato aveva bevuto tredici bicchieri e aveva chiesto se c'erano barche per attraversare il fiume. «Devi nuotare - diceva Paride - Farle sparire è stato un bel lavoretto dei miei compagni partigiani».
Arrivarono le tre di notte, si era assopito, un rumore lo fece sussultare. Aprì. In casa cominciarono a entrare dei soldati, li contò: erano diciannove. Si stesero per terra, sulle scale, al piano superiore, e lui non aveva ancora capito chi fossero.
Era buio, accese una candela e la posò sulla macchina da cucire della Bianca. «Vedi? - diceva ora rivolto alla bambina - Quel segno di bruciatura nel legno è un ricordo di quella notte».
Il racconto si fa sempre più intenso. Paride cercava di capire chi fossero dalle loro divise. Qualcuno masticava in continuazione. Chiese: «English?». E di rimando: «No, americani». «Siate benedetti. E' tanto tempo che vi aspettiamo». Andò in cantina a prendere qualche bottiglia di lambrusco e brindò con loro.
Il paese fu liberato senza resistenza da parte dei tedeschi. Erano ormai stanchi e i più si gettarono nelle acque del grande fiume cercando la salvezza. «Io, papà, - diceva la bambina - quella mattina, quando la nonna mi accompagnò a casa, avevo tanta paura di quei soldati così alti su quei carri armati, ma poi mi hanno dato della cioccolata e così non ho più tremato. Mi dispiaceva solo per Franz. Era nostro amico, vero papà?». «Sì, di quelli che non si dimenticheranno mai».