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IL TEST

Al volante della Impreza: una Subaru vera, ma con un volto nuovo

di Lorenzo Centenari -

22 ottobre 2018, 22:42

Al volante della Impreza: una Subaru vera, ma con un volto nuovo

Sarebbe stato sufficiente imporle un altro nome di battesimo: mamma Subaru l’avrebbe protetta da paragoni imbarazzanti. E invece Impreza è un brand che ancora rimanda al mondo rally, un mondo (sigh) che le Pleiadi hanno abbandonato nel lontano 2010.

Nome a parte, l’Impreza di ultima generazione è una compatta che si merita tutta la stima dei suoi simili europei: non sarà una modella, ma non è nemmeno anonima, in più si guida (quello sì) come Subaru ha abituato la sua nicchia di pubblico. Il telaio a trazione integrale Symmetrical AWD è un piccolo capolavoro di precisione, peccato solo che sia il 4 cilindri boxer 1.6 benzina aspirato da 114 Cv e 150 Nm di coppia (no, il diesel non c’è più), sia soprattutto la trasmissione a variazione continua Lineartronic, almeno quando si spinge al limite facciano rimpiangere un motore turbo e un cambio automatico tradizionale.

Il CVT Subaru si apprezza semmai nella marcia di tutti i giorni, quella senza alcuna velleità sportiva: «pelando» il gas, la progressione è fluida e i consumi contenuti (7 l/100 km). Speciale la vita a bordo: qualità e gusto estetico superiori al passato, spazio sufficiente per 5 persone (380 litri il vano bagagli), equipaggiamento che sulla versione Style Navi (26.490 euro) non fa mancare nulla né in materia di intrattenimento (display multifunzione da 8”), né di sicurezza attiva (frenata automatica, cruise control adattivo, mantenimento di corsia). 4 metri 4 e 46 di Subaru di razza pura, e pazienza per i rally.