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Bufera nella Bassa

Corruzione e peculato: oltre a Censi, 11 persone coinvolte I nomi

di Georgia Azzali e Luca Pelagatti -

24 ottobre 2018, 14:09

Corruzione e peculato: oltre a Censi, 11 persone coinvolte I nomi

Per andare a comprare la cocaina, Andrea Censi guidava una Fiat Punto. Peccato che quella macchina, usata tranquillamente come l'auto di famiglia, fosse una vettura del Comune. E che la stessa Punto accumulasse chilometri su chilometri per portare il sindaco dalla sua abitazione di Parma all'ufficio dove indossava la fascia di primo cittadino di Polesine Zibello.

LA LISTA DEI REATI

Corruzione, truffa, peculato, falso (comprese decine di delibere taroccate): queste le accuse, a vario titolo, rivolte ad Andrea Censi e ad altre undici persone coinvolte in un' indagine, coordinata dal pm Emanuela Podda e portata avanti dai carabinieri, con grande impulso dei militari della stazione, che ha fatto finire l'amministratore della Bassa ai domiciliari mentre per tre altri funzionari del Comune è stata disposta dal gip Alessandro Conti un'interdizione dai pubblici uffici per un anno. Si tratta del segretario generale del Comune, Giovanni De Feo, del vice segretario comunale, Giancarlo Alviani Sorenti Merendi, e della responsabile del Settore ragioneria, Elisabetta Civetta. Nella lista degli indagati sono finiti anche il vicesindaco Giuseppe Galli, il comandante della polizia municipale, Gianluca Rossetti e l'imprenditore Gianpietro Usberti.

«L'indagine ha permesso di accertare un sistematico asservimento della cosa pubblica ad interessi privati, in particolari a quelli del principale indagato, cioè il sindaco», ha dichiarato il procuratore Alfonso D’Avino durante la conferenza stampa sull'indagine che, secondo quanto riferito anche dal comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Salvatore Altavilla, è nata da alcune voci circolate in paese. Approfondite poi dai militari della piccola stazione che vede in servizio solo un luogotenente e due militari.