Sei in Archivio

INTERVISTA

Il presidente della Tep Roberto Prada: «Bus in fiamme? Un mese e le cause verranno chiarite»

Prada: «Se dopo le analisi resteranno delle aree oscure, valuteremo come agire»

di Pierluigi Dallapina -

24 ottobre 2018, 20:49

Il presidente della Tep Roberto Prada: «Bus in fiamme? Un mese e le cause verranno chiarite»

Due bus incendiati nell'arco di pochi giorni, a cui aggiungere altri due roghi che ad aprile e a inizio agosto hanno devastato altrettanti mezzi. La sequenza di incidenti che ha colpito la Tep è preoccupante, anche se Roberto Prada, colui che ha preso le redini dell'azienda a fine luglio, assicura che si sta facendo di tutto per garantire la sicurezza dei viaggiatori.

Presidente, dopo gli incendi che si sono sprigionati a bordo dei mezzi, Tep cosa sta facendo?

«Per gli ultimi due incendi abbiamo deciso di istituire una commissione unica, composta da personale dell'azienda, del Comune, della Provincia e della Motorizzazione civile, a cui affiancare un professionista esterno dell'Università. La commissione svolgerà le sue indagini intervistando gli autisti che stavano guidando i mezzi che hanno preso fuoco e il personale dell'officina che ha eseguito le manutenzioni. La commissione valuterà se da un punto di vista organizzativo ci sono state delle mancanze da parte nostra, mentre le considerazioni tecniche saranno affidate al perito esterno».

Quando la commissione farà sapere il risultato delle indagini?

«La commissione si è costituita nei giorni scorsi e, spero, che nell'arco di un mese possa concludere i suoi lavori. Mi auguro che emerga qualcosa a livello tecnico, in modo da permetterci di capire la causa dei problemi e agire di conseguenza per risolverli».

Da aprile ai primi giorni di ottobre si sono verificati 4 incendi. Fatalità, negligenza nei controlli o addirittura sabotaggi?

«Aspetterei la conclusione dei lavori dell'ultima commissione per esprimere un giudizio. Da parte mia e dell'azienda non c'è nessuna voglia di attribuire la colpa di quanto successo a qualcuno. Prima aspettiamo i risultati delle indagini tecniche e poi, se resteranno aree oscure, valuteremo quali azioni intraprendere. Al momento non abbiamo presentato nessun esposto».

Avete idea di cosa possa aver scatenato i roghi?

«Per il primo, che ha riguardato un bus Iveco 491, la commissione ha stabilito che il tutto è partito dall'alternatore, un componente su cui non sono previste manutenzioni, perché o funziona oppure no. Abbiamo comunque chiesto ai produttori, Bosch e Magneti Marelli, se esistono attività per valutare rischi sul componente. Stiamo attendendo una risposta. Comunque, stiamo controllando tutti gli alternatori montati sugli Iveco 491. Si tratta di 33 mezzi».

E per quanto riguarda l'incendio di agosto?

«Probabilmente, un componente in vetroresina montato sopra la marmitta del bus a metano ha toccato la marmitta, generando calore che ha scaldato il gas. Le elettrovalvole montate come protezione sulle bombole hanno determinato il rilascio del metano che, passando sopra le fiamme, ha creato una vampata. La marmitta di questo bus era stata controllata il giorno precedente. Per precauzione abbiamo fermato l'unico altro mezzo simile a quello che ha preso fuoco».

Qualche ipotesi sugli ultimi due casi?

«Per il rogo del bus a Vicofertile non sembra che le fiamme siano partite né dal motore né dalla marmitta, mentre per il caso di via Trento l'autista ha detto di aver visto perdite d'olio prima del rogo. Forse si è trattato del liquido del servosterzo, estremamente infiammabile. Ma gli addetti che avevano revisionato il mezzo a fine agosto sanno che devono controllare i tubi in cui scorre il liquido e che se sono lesionati vanno immediatamente sostituiti».

Gli autobus Tep sono troppo vecchi?

«L'età media del parco mezzi urbano è di 10 anni e, al termine del piano di rinnovamento, verrà abbassata a 8. Mentre gli extraurbani hanno una vita media di 11 anni».

Cosa prevede il vostro piano di rinnovamento del parco mezzi?

«A novembre arriveranno 19 bus Scania più altri 9 bus fabbricati dall'Industria italiana autobus. Poi sono attesi 6 veicoli elettrici e 33 bus diesel Euro 6. Di questi 33 abbiamo già concluso le gare per la consegna di 20 mezzi. La consegna di questi autobus avverrà nel 2019, mentre i 10 filobus ordinati arriveranno a marzo 2020».

E i mezzi che non verranno sostituiti, come potranno essere più sicuri?

«Abbiamo investito più di 400 mila euro per dotare anche i mezzi che ne sono sprovvisti di un sistema in grado di sparare schiuma nel motore in caso di incendio, per bloccare le fiamme. Dove non è possibile apportare queste migliorie tecniche, stiamo realizzando dei bocchettoni che consentono all'autista, o ai vigili del fuoco, di utilizzare l'estintore in totale sicurezza».