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il caso censi

Polesine Zibello, nessun commissario: pieni poteri al vicesindaco

26 ottobre 2018, 08:00

Polesine Zibello, nessun commissario: pieni poteri al vicesindaco

L'opposizione chiede le dimissioni in blocco della maggioranza di Polesine Zibello. In questo caso, si andrebbe a scioglimento anticipato del Consiglio e, dopo un periodo di commissariamento, si arriverebbe a elezioni a primavera. Ma, accantonando questa ipotesi, cosa accade quando un sindaco, come in questo caso, viene arrestato? Lo hanno spiegato ieri in prefettura, rilevando che è la cosiddetta Legge Severino (decreto legislativo 235 del 2012) a chiarire (art. 11) i casi di sospensione e decadenza di diritto degli amministratori locali. Attualmente Andrea Censi è agli arresti domiciliari, accusato di corruzione e peculato. Ma la sua funzione è solo sospesa, per cui il suo ruolo verrà svolto dal vicesindaco. In questi casi la prefettura adotta un provvedimento di accertamento delle cause della sospensione assunta dalla magistratura e quindi notifica al vicesindaco che assume le funzioni di sindaco a pieno titolo, fino a quando durerà la sospensione oppure fino a scadenza del mandato. Pertanto, Giuseppe Galli, ancorché indagato (sono indagati anche il segretario comunale Giovanni De Feo, il vicesegretario Giancarlo Alviani Sorenti Merendi, la responsabile dell'ufficio di ragioneria Elisabetta Civetta e il comandante della polizia municipale Gianluca Rossetti) svolgerà le funzioni di sindaco e dovrà darne comunicazione ai consiglieri comunali. Se Galli si dovesse dimettere, ci sarebbe lo scioglimento del consiglio comunale, con conseguente commissariamento, per condurre il comune a elezioni. r.c.

L'OPPOSIZIONE: «ADESSO TUTTI A CASA»

Paolo Panni

Il gruppo consiliare di opposizione «I love Polesine Zibello», a fronte del «terremoto» che ha colpito il Comune, «chiede al gruppo di maggioranza di dare le dimissioni. Il quadro accusatorio che ha portato all’arresto del sindaco Andrea Censi – si legge in una nota– e a indagare i vertici del Comune è molto grave. Se le accuse dovessero essere confermate saremmo di fronte ad un sistema di illegalità portato avanti all’interno del Comune con conseguenti gravi danni patrimoniali e di immagine. Confidiamo nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura. Auspichiamo che di fronte alla più brutta pagina della storia di questo Comune la maggioranza consapevolmente decida di rimettere il mandato e portare allo scioglimento del Consiglio». «La presenza di un commissario – sostiene la minoranza – è indispensabile per restituire trasparenza nelle Istituzioni e serenità all’interno della comunità».

Alla fine di marzo le vicende giudiziarie legate al sindaco Andrea Censi erano finite anche sui banchi del consiglio comunale. A portarle era stato proprio il gruppo «I love Polesine Zibello» che in apertura di una seduta aveva chiesto a che punto fossero i procedimenti giudiziari a carico di amministratori del Comune di Polesine Zibello? «Già in campagna elettorale – era stato detto – il sindaco aveva informato di aver ricevuto un avviso di garanzia in merito ad attività amministrative ma da allora, e sono passati due anni, non si è saputo più nulla e, per di più, come appreso dalla stampa un consigliere di maggioranza è stato sottoposto a misura restrittiva e, da quanto riferito dal sindaco, si sarebbe dimesso. Confidiamo che si definiscano rapidamente tutti i procedimenti in corso, al fine della serenità e della trasparenza del funzionamento del consiglio stesso e nei confronti dei cittadini e che siano chiarite le cose».

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