Sei in Archivio

GATTATICO

Padre e figli ai domiciliari per droga evadono per minacciare di morte il testimone

27 ottobre 2018, 15:41

Padre e figli ai domiciliari per droga evadono per minacciare di morte il testimone

Nuove indagini a carico dei componenti dell’azienda “a conduzione familiare” dedita alla spaccio di sostanze stupefacenti, già finita nei guai a luglio. Nonostante fossero ai domiciliari, almeno tre di loro hanno ripetutamente violato gli obblighi imposti dal giudice, attraverso contatti con persone non autorizzate e addirittura, le minacce di morte rivolte ad uno dei testimoni del processo che li vede imputati per convincerlo a rinunciare alla deposizione in Tribunale. Comportamenti alla base della richiesta di inasprimento della pena detentiva avanzata dai Carabinieri di Gattatico alla Procura reggiana che ha chiesto e ottenuto dal GIP del tribunale di Reggio Emilia un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei tre.

L’altra mattina il blitz: alle prime ore dell’alba, infatti, gli uomini della Stazione di Gattatico, insieme a diversi colleghi delle Stazioni vicine, supportati anche dai Carabinieri del 5° Reggimento “Emilia Romagna” e dalle unità cinofile della Polizia Provinciale di Reggio Emilia, si sono presentati in un campo nomadi della città, dove padre e figli beneficiavano dei domiciliari, dando esecuzione al provvedimento restrittivo di natura cautelare. Nel corso delle attività culminate anche con nuove perquisizioni, i carabinieri vicino all’argine di un canale hanno recuperato e sequestrato 130 grammi di hashish ed un bilancino di precisione. 


L’8 dicembre 2017 i militari della Stazione di Gattatico, che avevano raccolto forti indizi circa le attività illecite commesse dagli indagati, si  erano presentati alla loro porta e dalla perquisizione domiciliare erano spuntati oltre 1 chilo e 200 grammi tra hashish e cocaina, circa 2.000 euro in banconote da 50 euro false e un fucile senza matricola. Due persone erano state arrestate e altrettante denunciate.  Le indagini successive hanno ricostruito il “modus operandi” utilizzato dagli indagati, tutti facenti parte della stessa famiglia, da oltre 10 anni, per l’attività di spaccio. Al termine degli accertamenti aveva disposto gli arresti domiciliari a carico di quattro indagati e quello dell’obbligo di presentazione giornaliera alle forze dell'ordine nei confronti degli altri due. La mattina del 20 luglio scorso, una trentina di Carabinieri si erano  presentati al campo nomadi dove, contestualmente ai provvedimenti restrittivi, avevano eseguito un’ulteriore perquisizione domiciliare grazie alla quale erano stati recuperati 100 grammi di hascisc, circa 1.200 euro in contanti, 6 carnet di assegni provento di furto e 2 proiettili.