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ROMA

Il gip: gli arrestati mentirono a Desirée sul mix di droghe. Si indaga sulla rete dei pusher

28 ottobre 2018, 15:57

Il gip: gli arrestati mentirono a Desirée sul mix di droghe. Si indaga sulla rete dei pusher

Non si fermano le indagini della Squadra Mobile di Roma sulla morte di Desiree Mariottini dopo il fermo dei quattro presunti componenti del branco accusati di omicidio e violenza sessuale. Gli investigatori stanno verificando le posizioni di tutte le persone che erano nell’edificio abbandonato di San Lorenzo e avrebbero visto la ragazza stare male senza chiamare i soccorsi. Circa 7/8 le persone viste attorno al corpo da un testimone e che le avrebbero dato acqua e zucchero per farla riprendere. Da chiarire se non abbiano chiamato i soccorsi per paura o perchè minacciati. Per qualcuno potrebbe configurarsi il reato di omissione di soccorso o anche di favoreggiamento.

GLI ARRESTATI MENTIRONO A DESIREE SUL MIX DI DROGHE: "E' METADONE". Quegli uomini avevano assicurato a Desirée che il mix di sostanze composto anche di tranquillanti e pasticche non fosse altro che metadone. Invece era un insieme di droghe che le hanno fatto perdere conoscenza, facendola cadere fatalmente in balia degli aguzzini.
Dall’ordinanza con cui il gip ha disposto il carcere per i tre fermati per l’omicidio di Desirée Mariottini emerge che la giovane, in crisi di astinenza, è stata indotta dagli arrestati ad assumere «tali sostanze facendole credere che si trattasse solo di metadone». Ma la miscela, «rivelatasi mortale» era composta da psicotropi che hanno determinato la perdita «della sua capacità di reazione» consentendo agli indagati di poter mettere in atto lo stupro. 

GLI ESAMI RIVELERANNO SE ANCHE ALTRI HANNO ABUSATO DELLA RAGAZZA. Si attendono gli esiti degli esami del Dna per stabilire se ci sono anche altre persone responsabili di abusi sessuali sulla 16enne. Le risposte degli accertamenti arriveranno nell’arco di qualche settimane. Sulla vicenda continuano le indagini della Squadra Mobile di Roma, guidata da Luigi Silipo, dopo i 4 fermi dei presunti componenti del branco. 

SI INDAGA SULLA RETE DEGLI SPACCIATORI, NON SOLO STRANIERI. Sono in corso indagini anche sulla rete di pusher che riforniva gli immigrati coinvolti nella morte di Desirée Mariottini. Gli investigatori stanno effettuando verifiche per stabilire da dove arrivava la droga. Non è escluso che ci possa essere anche qualche italiano nella rete che approvvigionava i pusher del palazzo di via dei Lucani. Come quello, ora ricercato dagli inquirenti, che potrebbe, secondo alcuni testimoni, aver ceduto parte della droga ai quattro pusher accusati. 

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