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EDITORIALE

Ottimismo e realismo per uscire dalla crisi

di Michele Brambilla -

28 ottobre 2018, 15:30

Ottimismo e realismo per uscire dalla crisi

Si può essere ottimisti, con tutto quello che l’Italia sta vivendo? Ieri a Firenze il quotidiano Il Foglio, nel meraviglioso Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, ha provato a rispondere che sì, si può ancora avere fiducia, e ha organizzato la «Giornata dell’ottimismo». C’erano ministri attuali (Tria e Moavero) e passati (Fornero), l’ex presidente del Consiglio Gentiloni, il presidente del Parlamento europeo Tajani, il presidente di Confindustria Boccia, e poi ancora scienziati, imprenditori, professori. Il concetto è giustissimo: solo con l’ottimismo si possono battere la paura e il rancore che ci attanagliano. L’Italia è molto meglio di come ci è stata dipinta da una forsennata campagna di denigrazione. È un grande Paese e ha le risorse per risollevarsi anche questa volta.
È però indispensabile che chi ha responsabilità di governo abbia il coraggio di raccontare la realtà per quella che è, invece di promettere cose impossibili che non ci possiamo permettere. Churchill, quando prese in mano un’Inghilterra devastata dai bombardamenti, promise «lacrime e sangue». Infatti vinse la guerra, ma perse le elezioni del 1948. È un rischio, quello di essere impopolari, che devono prendere anche i nostri governanti di oggi, se hanno a cuore il Paese e non le prossime elezioni. PS: gli inglesi fecero poi mea culpa, e nel 1953 Churchill vinse le elezioni. Aveva guardato lontano. Ma era, appunto, Churchill.
michele.brambilla@gazzettadiparma.it