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EDITORIALE

Un voto importante non solo per Trump

di Marco Magnani -

29 ottobre 2018, 15:48

Un voto importante non solo per Trump

Il 6 novembre si tengono negli Stati Uniti le elezioni di midterm e la tensione si alza. In pochi giorni ci sono stati gli episodi dei pacchi bomba e la strage di Pittsburgh. La posta in palio è alta: si rinnovano tutti i 435 rappresentati alla Camera, un terzo dei 100 membri del Senato e 36 governatori (su 50).

Inoltre, essendo Trump molto divisivo, il voto è un referendum sui suoi due primi anni di governo e inciderà molto sui prossimi due. Se i repubblicani manterranno il controllo del Congresso, il maggiore ostacolo alla realizzazione del programma del Presidente sarà Trump stesso. Se invece i democratici conquistassero la Camera, oltre alla loro opposizione Trump dovrebbe affrontare un fronte interno al proprio partito. Che non l’ha mai amato.

Ma la sfida più importante è in atto all’interno di ciascun partito: tra candidati moderati e radicali. La lista dei vincitori, da una parte e dall’altra, sarà la fotografia del livello di polarizzazione del paese.

Gli Stati Uniti sono oggi profondamente divisi. Economicamente e socialmente, per la crisi della classe media e l’aumento della diseguaglianza. Politicamente, perché la ricerca di dialogo e compromesso è stata sostituita dalla volontà di colpire e demolire l’avversario.

Se il voto di midterm dovesse confermare il trend di radicalizzazione, Trump potrebbe comunque uscirne rafforzato. Nessuno più di lui, infatti, si trova a proprio agio in scenari caratterizzati da divisione e conflittualità.

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