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IL VINO

«Pernice 2006» Conte Vistarino, tutta la magia del Pinot nero

di Andrea Grignaffini -

30 ottobre 2018, 18:46

«Pernice 2006» Conte Vistarino, tutta la magia del Pinot nero

Non è un caso che la vulgata popolare abbia identificato Villa Fornace, gioiello settecentesco incastonato in un grande giardino all’inglese con annessa orangerie, con «la casa del Pinot nero». Eppure, spiega Ottavia Giorgi di Vistarino, solo 15 anni fa la spumantistica era molto differente: più barocca, si serviva di legno, dosaggi e vitigni dallo spettro ampio, come lo Chardonnay, per imitare i nostri cugini d’Oltralpe. Così, quando decise di elaborare un Metodo Classico come il 1865, Blanc de Noir di solo Pinot nero e, per giunta, non dosato, questo sembrò come una lama sulla lingua felpata del palato nazionale. Non bastarono gli anni sui lieviti, fu necessario aspettare che i tempi, e gli italiani, fossero maturi. E non è un caso che, oggi, proprio dirimpetto a Villa Fornace, dimora dei Vistarino e Maison de Champagne italienne nell’immaginario popolare degli anni ‘70, Conte Vistarino inauguri oggi, dalla precedente, la nuova cantina.
Nessun nuovo progetto architettonico ma solo la sensibilità vitivinicola dell’ingegnere Tommaso Bucci prestato al mondo del vino la prima esperienza, a Castello Banfi, e da allora mai abbandonato. Tornando in Oltrepò pavese e, precisamente, alla corte di Ottavia, tutto comincia proprio nel 1865 quando Augusto Giorgi di Vistarino, suo bis-bis nonno, dopo un viaggio in Borgogna decise di produrre il primo Spumante secco della storia pavese e, così facendo, inaugurare un nuovo corso per il territorio tutto. Un corso che dalla Borgogna attinge non sono per i metodo classico, tra cui segnaliamo i bei Cépage e il Saignée della Rocca, ma anche nei tre cru di Pinot nero, solo nelle migliori annate, come questa 2015: nel gioviale Bertone tutto mirtillo e cardamomo; nell’ombroso Tavernetto col suo mordente di prugne e spezie e, infine, nel già grande Pernice che, anche in versione 2006, è oggi uno dei più affascinanti Pinot nero nazionali per la sua eleganza austera ma con un frutto centrato e spesso.