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HI-TECH

Videogiochi per un Halloween da brividi

Le tante sfumature dell'horror nelle ultime uscite del digital entertainment

di Riccardo Anselmi -

31 ottobre 2018, 18:55

Videogiochi per un Halloween da brividi

Google ha scelto Halloween per rispondere indirettamente alle voci sempre più insistenti che vorrebbero il gigante del web pronto a scendere nell’arena del digital entertainment, addirittura con una propria console o qualcosa di simile, basata sul cloud, insomma una sorta di Netflix dei videogame, scenario accarezzato anche da altri colossi, da Sony a Microsoft, da Electronic arts a Nvidia. Così il tradizionale doodle di Ognissanti, ossia il logo interattivo presente in queste ore sulla homepage del motore di ricerca per antonomasia, nasconde forse le prove generali del progetto, con l’ennesimo giochino che però per la prima volta sfrutta le ultime tecnologie cloud di big G in ottica multiplayer. Si tratta di una rivisitazione a tema di classici come Snake e Pac-man che punta tutto sulla simpatia. Ma questo è anche il periodo perfetto per chi è a caccia di brividi, con i vari produttori di videogame che a Halloween e dintorni non mancano di proporre agli appassionati le tante sfumature dell’horror, genere che su Pc e console continua ad andare forte, basti pensare ai successi di Resident evil 7, uno dei bestseller della generazione Ps4 e Xbox one, o all’influenza che hanno avuto sul panorama dei titoli ad alta tensione serie recenti come Outlast.

Call of Cthulhu (Focus home interactive)
Dopo aver pubblicato, appena pochi mesi fa, una delle più interessanti riletture del mito del vampiro, quel Vampyr - firmato da Dontnod, lo studio di Life is strange - dove il giocatore è costretto a vivere su di sé la dialettica del mostro, in una notturna Londra novecentesca sprofondata dalla tragedia della grande guerra all’incubo dell’epidemia di spagnola, l’editore francese Focus home interactive dedica un videogame a un altro grande classico della letteratura horror, ossia l’opera di H. P. Lovecraft, le cui atmosfere angoscianti si respirano ora in Call of Cthulhu per Pc, Ps4 e Xbox one. Ci troviamo ancora una volta nei primi decenni del secolo scorso. Protagonista è un reduce reinventatosi investigatore privato che annega i suoi fantasmi nell’alcol, alle prese con un’indagine destinata a sconvolgerne per sempre le convinzioni. L’ispirazione di Call of Cthulhu nasce, oltreché dagli scritti di Lovecraft, dall’omonimo gioco di ruolo da tavolo, tradotto dagli sviluppatori Cyanide nelle dinamiche di un’avventura in soggettiva, dove all’azione pura si preferiscono esplorazione e riflessione per venire a capo della faccenda, il cui incipit è una tragedia familiare in una sperduta comunità di balenieri su un’isola al largo di Boston, dietro alla quale si celano strani riti, in un viaggio nelle fauci della follia, con l’impossibilità di distinguere chiaramente ciò che è da ciò che sembra.

Layers of fear + »observer_ bundle (Aspyr media)
Bloober team, studio con base in quella Polonia assurta oggi ad assoluta mecca del digital entertainment specie a livello di qualità delle produzioni, ha da poco annunciato di essere al lavoro su Layers of fear 2, un sequel più concettuale che, in apparenza, diretto del suo titolo di maggior successo, recentemente ripubblicato insieme all’ultima fatica del team, il cyberpunk Observer, nella raccolta Layers of fear + »observer_ bundle. Il nuovo capitolo sarà infatti ambientato agli albori del cinema e ruoterà sulle ossessioni di un attore, mentre a far da sfondo al primo Layers of fear è l’ottocento, il secolo del romanticismo, ma anche di Edgar Allan Poe e Oscar Wilde, con gli echi del Ritratto di Dorian Gray che riverberano tra le mura della magione di un artista tormentato dalle ombre del passato e schiacciato dalla solitudine. Il taglio del videogame è squisitamente narrativo, in soggettiva: si tratta di esplorare e ricostruire, tassello dopo tassello, la storia, che affronta il tema dell’horror in chiave più raffinata, così come avviene in Observer, dove gli incubi sono quelli della fantascienza, quando la tecnologia rende estremamente labile il confine tra uomo e macchina, aprendo inquietanti interrogativi. L’estetica del gioco si rifà al film cult Blade runner; non a caso gli sviluppatori hanno scelto per il ruolo del protagonista la star Rutger Hauer, qui un agente in grado di leggere la mente delle persone, vive o morte, collegandosi ai loro cervelli come un hacker.

Castlevania requiem (Konami)
Il nome Castlevania è tornato sulla bocca degli appassionati per via della serie animata per la tv, giunta proprio in questo periodo alla sua seconda e ultima stagione, che la piattaforma Netflix ha dedicato alla storica saga di videogame sulla lotta tra il bene e il male, incentrata sulla figura di Dracula. Prodotti dalla major giapponese Konami, i giochi Castlevania vantano una carriera ultratrentennale e hanno già tentato nel 2010, con l’arco dei Lords of shadow, la strada del reboot in 3D, mentre Koji Igarashi, l’autore di Symphony of the night, considerato l’episodio più rappresentativo, nel 2019 darà vita con l’editore italiano 505 al seguito spirituale Bloodstained: Ritual of the night. Proprio Castlevania: Symphony of the night (1997) viene riproposto ora da Konami - insieme a Castlevania: Rondo of blood (1993), di cui costituisce una sorta di sequel diretto - nella raccolta Castlevania requiem per Ps4. Le versioni sono sostanzialmente le stesse dell’epoca, quindi si tratta di tuffarsi in un digital entertainment d’antan, che risponde a logiche diverse rispetto a oggi. Soprattutto Symphony of the night, che mette in scena la faida tra Dracula e il figlio Alucard, rimane, col suo labirintico castello nel ruolo di coprotagonista, un assoluto capolavoro, tra le massime espressioni del 2D gaming, nonché capostipite del genere metroidvania, forse il filone più amato dall’odierna scena indipendente.


Luigìs mansion 3ds (Nintendo)
Anche Nintendo non si è fatta sfuggire l’occasione per un’uscita a tema Halloween, naturalmente nel tipico stile della casa giapponese, con un titolo adatto a tutti, a cominciare dai bambini: arriva così sulla console portatile 3ds il remake di Luigi’s mansion, che nel frattempo è diventata una serie con un sequel, Luigi’s mansion 2, disponibile sempre per 3ds, e un altro episodio, Luigi’s mansion 3, in sviluppo per Switch. L’originale fu uno dei titoli di lancio di Gamecube, la console Nintendo dei primi anni duemila che all’epoca fu messa un po’ in ombra dai successi di Playstation 2, ma rimasta nei cuori degli appassionati per la sua eccezionale ludoteca, tra le più innovative ed eterogenee della storia della grande N, compreso l’elaborato horror lovecraftiano Eternal darkness. Luigi’s mansion non è un gioco da paura in senso classico, anche se reinterpreta in maniera gustosa uno dei topoi del genere, ossia la casa stregata, da esplorare nei panni di Luigi, il fratello fifone di Super Mario. Luigi’s mansion rappresenta un autentico gioiellino di invenzioni tecniche e di gameplay, dove ci si muove, una trovata spassosa dietro l’altra, armati di torcia e aspirapolvere, per risucchiare gli spiritelli dispettosi a mo’ di Ghostbusters. La versione per 3ds non è un semplice porting del titolo Gamecube, ma un vero e proprio rifacimento a opera degli specialisti di Grezzo, lo studio nipponico già responsabile degli adattamenti per la console portatile di The legend of Zelda: Ocarina of time e The legend of Zelda: Majora’s mask.