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sala baganza

Lei chiusa in bagno col nipotino, l'ex marito "recidivo" fuori dalla porta a minacciarla

Il 37enne, già condannato per tentato omicidio nei confronti di un'altra donna, è tornato in carcere

03 novembre 2018, 09:58

Lei chiusa in bagno col nipotino, l'ex marito

E' successo la sera del 28 ottobre scorso:  A.M., 31 anni, di origine marocchina, si è presentato sotto casa della ex moglie pretendendo di entrare. Al rifiuto categorico della donna,  non si è però dato per vinto e, scavalcata la recinzione, era riuscito ad entrare in casa da una finestra. La donna, spaventata ed in compagnia del nipotino, si era rifugiata in bagno mentre all'esterno l’uomo aveva cominciato ad inveire contro di lei gridandole di aprire la porta.

La vittima, in contatto telefonico con il 112, aveva fatto capire all’uomo di aver avvertito i carabinieri e a quel punto A.M. si era allontana dall’abitazione facendo perdere le sue tracce. All’arrivo dei militari la ex moglie, sebbene ancora terrorizzata e sotto choc, aveva preso la decisione di denunciare tutto e il 31enne è stato incriminato per minaccia aggravata ed atti persecutori. Ma non è tutto. A.M., infatti, era già coinvolto in un procedimento penale e condannato in primo grado, ed in appello, per i reati di tentato omicidio e atti persecutori nei confronti di un’altra donna, una 42enne residente a Felino con la quale, nel frattempo e dopo la separazione dalla moglie, aveva iniziato una relazione. Per quel procedimento penale nel 2014 era stato condannato a 9 anni di reclusione, in parte scontati in carcere, e successivamente sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e dell’obbligo di dimora in località lontana dal comune di Felino. A seguito di questo ulteriore episodio di violenza, compiuto nei confronti della ex moglie e segnalato tempestivamente all’autorità giudiziaria dai Carabinieri di Sala Baganza, la Corte d’Appello del Tribunale di Bologna, ha evidenziato un serio e concreto pericolo di condotte recidive specifiche tali da rendere necessaria l’adozione della misura cautelare carceraria sostituendola a quella dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ricevuto il provvedimento, i carabinieri di Sala Baganza, hanno rintracciato l’uomo a Parma e, dopo aver espletato le formalità di rito, lo hanno condotto nell'istituto penitenziario di via Burla.