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REGGIO EMILIA

Si è arreso dopo 8 ore il condannato di Aemilia che ha preso ostaggi in posta, armato di coltello

Francesco Amato, era irreperibile dopo la sentenza, ha minacciato gli ostaggi da questa mattina fino alle 16,40 circa

05 novembre 2018, 11:54

Si è arreso dopo 8 ore il condannato di Aemilia che ha preso ostaggi in posta, armato di coltello

I carabinieri hanno fatto irruzione nell'ufficio postale di Pieve Modolena e Francesco Amato, che da questa mattina teneva in ostaggio quattro persone in un ufficio postale, è stato bloccato e portato fuori. Poco prima aveva rilasciato due ostaggi. Alla vista dei militari che portavano fuori il condannato di Aemilia c'è stato un applauso delle persone presenti. Non sono ancora chiare le circostanze dell’intervento e se l’uomo si sia arreso spontaneamente. 
Dopo circa 8 ore di tensione e di trattative, attorno alle 16,40 sono usciti altri ostaggi e poco dopo la conferma che tutto era finito: alle 16,43 i carabinieri sono usciti dalla filiale della posta assieme a Francesco Amato. 
I carabinieri hanno sentito le persone tenute in ostaggio.
Il colonnello Cristiano Desideri, comandante provinciale dei carabinieri reggiani, ha detto ai media che si è arrivati a una soluzione dialogando con l'uomo. "Gli ostaggi sono stati sereni, anche nelle fasi più concitate" e così è stato possibile fare "un'efficace negoziazione", ha aggiunto il colonnello. Ad Amato è stato notificato il provvedimento di carcerazione che ha fatto seguito alla condanna, poi seguiranno le accuse per quanto ha fatto oggi. Dopo essere stato portato in caserma, Amato andrà in carcere. 
Il colonnello ha detto che Amato si è consegnato alle forze dell'ordine: «Ha aperto la porta lui, ha fatto uscire gli ostaggi e si è consegnato». Cosa lo ha convinto? «Il tempo, la pazienza e il dialogo coi negoziatori, che gli hanno fatto capire che non avrebbe potuto ottenere quello che chiedeva».
Il comandante ha parlato di «lunghe telefonate per stabilire un dialogo» e ha ribadito come il sequestratore si sia «lentamente convinto che l’unica soluzione era consegnarsi». Il colonnello Desideri ha confermato che il sequestratore aveva un coltello da cucina con lama di circa 25 centimetri. Da parte dell’uomo, ha detto, «non c'è stato nessun ultimatum, ma aveva un’arma con cui teneva sotto controllo queste persone».

OSTAGGI INCOLUMI. Sono tutte incolumi le quattro donne tenute in ostaggio per ore in un ufficio postale di Reggio Emilia da Francesco Amato, condannato nel processo Aemilia, e liberate dal blitz dei carabinieri. Il sequestratore sarà portato in caserma. Inizialmente gli ostaggi erano cinque, ma una cassiera di 54 anni era stata rilasciata quando si era sentita male ed era stata soccorsa dal 118. 

La cronaca della giornata 
IL SEQUESTRATORE VUOLE PARLARE CON SALVINI.
«Vi ammazzo tutti». E’ la minaccia con cui Francesco Amato, condannato nel processo Aemilia, è entrato nell’ufficio postale di Pieve Modolena (quartiere alla periferia di Reggio Emilia) e, armato di coltello, ha preso in ostaggio cinque persone. Una donna ad un certo punto si è sentita male e Amato l’ha fatta uscire perché fosse soccorsa.
Francesco Amato ha chiesto, tra le altre cose, di poter parlare con il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Prosegue intanto la trattativa con le forze dell’ordine, all’esterno dell’ufficio postale dentro cui Amato si è asserragliato intorno alle 9 del mattino, facendo uscire tutti i clienti e prendendo in ostaggio i dipendenti.

IL RACCONTO DELLA DONNA LIBERATA: "DICE CHE SE APRIAMO LA PORTA FACCIAMO UNA BRUTTA FINE". «Siamo chiusi dentro. Il signor Amato vuole parlare con Salvini. Lo vedo. Sono all’interno, il signor Amato sta parlando: vuole Salvini. Parla con i Carabinieri, con noi. Ha un coltello in mano. Io lavoro qui; siamo in quattro. Il signore è qui da parecchie ore. Ha detto che se apriamo la porta qualcuno fa una brutta fine e quindi siamo trincerati dentro». Così uno degli ostaggi, un’impiegata dell’ufficio postale di Pieve Modolena frazione di Reggio Emilia, intervistata da Marco Sabene del Giornale Radio Rai. 

I PARENTI: "NON E' UNA CATTIVA PERSONA". Parlano i parenti di Francesco Amato