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consiglio comunale

Tassa di soggiorno: pagheranno anche gli utenti di «Airbnb»

L'assessore Casa: «Sarà una percentuale del 3% sull'importo e va incontro all'evoluzione del turismo»

di Gian Luca Zurlini -

06 novembre 2018, 12:57

Tassa di soggiorno:   pagheranno anche  gli utenti di «Airbnb»

L'imposta di soggiorno, introdotta fra le polemiche dal comune di Parma nel 2013, si adegua ai tempi. E, grazie una modifica del regolamento, d'ora in poi verrà pagata anche da chi effettua prenotazioni online tramite l'ormai diffusissimo portale «airbnb». La novità è stata approvata ieri dal consiglio comunale con il solo voto contrario della Lega («così si colpiscono gli utenti che scelgono i soggiorni più economici») e l'astensione del Pd non convinto pienamente dalle modalità di applicazione della tassa.

L'assessore al Turismo Cristiano Casa ha spiegato che «chi prenoterà tramite “airbnb” pagherà non una tassa fissa come avviene e continuerà ad avvenire per le strutture ricettive tradizionali come gli alberghi e i residence, ma una percentuale del 3% rispetto al costo della prenotazione». L'assessore ha anche spiegato che «proprio grazie all'introduzione della tassa di soggiorno il nostro comune ha potuto sviluppare politiche di promozione turistica che, a giudicare dai dati, si sono rivelate positive e non hanno portato, come qualcuno aveva pronosticato all'epoca della sua introduzione, alla “fuga” dagli alberghi cittadini verso altri capoluoghi vicini». Casa ha snocciolato i numeri della crescita: «Fra il 2014 e il 2017 siamo passati da 550mila a 800mila presenze l'anno, con un incremento, certificato, del 26%. E il trend positivo è proseguito nei primi otto mesi del 2018, con un ulteriore aumento dell'8%». Pezzuto (Parma unita) ha chiesto «di utilizzarla anche per realizzare servizi pubblici in vista di Parma 2020», Eramo (Parma protagonista) ha detto che «la percentuale invece che la tassa fissa rischia di far pagare una cifra sproporzionata rispetto al valore del soggiorno» mentre Roberti (Misto) ha chiesto «che si evitino eccessivi aggravi burocratici per chi affitta alloggi ma non ne fa il principale lavoro» e tutti hanno annunciato il voto a favore auspicando però maggiori investimenti sull'accoglienza turistica. Casa ha ricordato che «l'entrata attuiale è di circa un milione e mezzo di euro l'anno, che ci servono per mantenere la struttura dello Iat e per dare contributi alle manifestazioni più importanti che si svolgono in città oppure alla promozione turistica». La vagetto (Pd) ha chiesto che «si valuti l'opportunità di esentare dalla tassa chi viene a Parma per lavoro», mentre Ciobani (Lega) ha parlato di un «altro aumento di una tassa che in realtà è solo un modo per incrementare le entrate del comune, senza riscontri concreti».