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WASHINGTON

Midterm: i dem riconquistano la Camera. Dalla profuga al rapper: le new entry

Dopo 8 anni

07 novembre 2018, 06:10

Midterm: i dem riconquistano la Camera. Dalla profuga al rapper: le new entry

Gli americani hanno scelto. I democratici riconquistano dopo 8 anni la maggioranza alla Camera, i repubblicani la mantengono di stretta misura al Senato. Alla fine, dalle urne delle elezioni di metà mandato è uscito il risultato più atteso, quello che condanna Donald Trump a perdere il controllo di uno dei due rami del Congresso quando mancano due anni alle presidenziali del 2020. Ma il tycoon non sembra farne un dramma: «Nessun bagno di sangue», aveva detto già durante la lunga giornata elettorale passata trincerato alla Casa Bianca, quando con i suoi più stretti collaboratori, nell’improvvisata war room, aveva subodorato la parziale sconfitta. Che nel primo commento su Twitter dopo i risultati diventa anzi «un enorme successo».
Quello dei democratici non è stato uno tsunami, ma l’onda blu, almeno alla Camera, c'è stata ed ha travolto tutti e 23 i seggi che dovevano essere strappati ai repubblicani: al termine dei conteggi, probabilmente, i dem riusciranno a guadagnarne almeno 35. Mentre non ce l’hanno fatta a imporsi nelle sfide chiave per il Senato, in Texas e in Florida. Nel primo caso Beto O'Rourke, l’Obama bianco, astro nascente del partito, ha sfiorato l’impresa ma ha dovuto cedere il passo a Ted Cruz, perdendo al fotofinish. Mentre nel Sunshine State Bill Nelson dopo un testa a testa si è dovuto arrendere all’ex governatore repubblicano Rick Scott.
Insieme a Beto non sono riuscite a sfondare le altre due superstar della campagna elettorale democratica: Andrew Gillum, che poteva diventare il primo governatore afroamericano della Florida, sconfitto dal falco Ron DeSantis, e in Georgia Stacey Abrams, aspirante prima governatrice nera nella storia Usa, che ha perso con il repubblicano Brian Kemp. Tra le riconferme illustri al Senato, oltre a quella di Cruz, quella in Vermont dell’ex candidato dem alla Casa Bianca Bernie Sanders, quella in Massachusetts della possibile candidata nel 2020 Elizabeth Warren, quella in Virginia di Tim Kaine, ex candidato vicepresidente di Hillary Clinton.

La Casa Bianca minimizza e più che di un’onda blu dei dem parla di «un’increspatura», sottolineando come l’agenda del presidente non cambierà. Ma in casa democratica, nonostante la delusione per qualche risultato mancato, c'è aria di rivincita. E nelle prossime settimane di fatto partirà la corsa per il 2020.

Midterm: dalla profuga al rapper, le new entry dem

Dalla donna più giovane mai eletta al Congresso alle prime musulmane che diventano deputate americane, dalla rifugiata alla prima nativa americana omosessuale: sono alcuni dei volti nuovi tra i democratici emersi dalle elezioni di Midterm negli Stati Uniti. - ALESSANDRIA OCASIO-CORTEZ (democratica). Nata nel Bronx 29 anni fa, è la donna più giovane eletta al Congresso. Ocasio-Cortez sta ancora pagando il suo prestito per l'Università e fino a poco tempo fa non aveva neppure un’assicurazione sanitaria. E’ diventata il volto nazionale dei giovani democratici scontenti, spesso donne e minoranze, che cercano di spingere il partito a sinistra. - RASHIDA TLAIB (democratica). Figlia di immigrati dalla Palestina, è la prima donna musulmana ad essere eletta al Congresso americano, nel suo distretto per la Camera in Michigan. I suoi parenti in Cisgiordania hanno salutato la notizia con un misto di orgoglio e speranza che sarà in grado di sfidare l’amministrazione degli Stati Uniti, ampiamente considerata ostile ai musulmani e alla causa palestinese. - ILHAN OMAR (democratica). Anche lei musulmana, ha vinto in Minnesota. Omar, che aveva già conquistato la copertina di Time, sarà la prima rifugiata africana e la prima ad indossare l'hijab al Congresso, diventando «il peggior incubo di Donald Trump». - ANTONIO DELGADO (democratico). Antonio Delgado è passato da rapper a avvocato aziendale prima di iniziare una carriera in politica. Laureato in giurisprudenza ad Harvard ha avuto una breve carriera nell’hip-hop a Los Angeles, dove con il nome 'AD the Voicè, si è battuto sui temi della disparità sociale. - SHARICE DAVIDS (democratica). La nuova arrivata democratica ha sconfitto il rappresentante in carica Kevin Yoder in Kansas per diventare la prima nativa americano Lgbt al Congresso. L'attivista 38enne, avvocato e new entry della politica ha già raccolto l’attenzione a livello nazionale.