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ROMA

Inchiesta sulle nomine, chiesti 10 mesi di reclusione per Virginia Raggi

La Raggi in aula: "Il codice etico M5S sugli indagati non è mai applicato. A parte Pizzarotti"

09 novembre 2018, 19:25

Inchiesta sulle nomine, chiesti 10 mesi di reclusione per Virginia Raggi

Dieci mesi di reclusione: è questa la richiesta della Procura per la sindaca Virginia Raggi, imputata per falso nell’ambito del processo sulle nomina di Renato Marra alla direzione del dipartimento Turismo del Campidoglio. 
Il procuratore aggiunto Paolo Ielo ha chiesto per la Raggi le attenuanti generiche. Nella sua requisitoria, il pm Francesco Dall’Olio ha detto che «è pacifico che si tratti di falso ideologico in atto pubblico». L’accusa ha poi ricordato il ruolo di Raffaele Marra, all’epoca vice capo di gabinetto e stretto collaboratore di Raggi: per i magistrati avrebbe avuto un ruolo nella nomina del fratello Renato. L'accusa di falso per la sindaca è relativa ad una dichiarazione all’anticorruzione in cui rivendicò la decisione di avere nominato Renato Marra.

"IL CODICE ETICO SUGLI INDAGATI? MAI APPLICATO. A PARTE PIZZAROTTI". «Il codice etico del 2016 relativamente agli indagati non è stato mai applicato». Virginia Raggi lo ha detto durante le dichiarazioni spontanee nel corso dell’udienza sul processo sulle nomine in Campidoglio. «Solo in un caso, quello del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, si arrivò alla sospensione perché non aveva comunicato la sua iscrizione nel registro degli indagati», ha aggiunto la Raggi.