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formula uno

Pole al veleno in Brasile: indagine dei commissari su Vettel

Il commento di Paolo Ciccarone

di Paolo Ciccarone -

10 novembre 2018, 21:05

Pole al veleno in Brasile: indagine dei commissari su Vettel

Una pole al veleno, viste le polemiche del dopo qualifica. Hamilton segna la 10' pole della stagione davanti a Vettel e Bottas ma entrambi finiscono nel mirino dei commissari. Il pilota inglese senza grossi patemi, dopo aver ostacolato Raikkonen e Sirotkin durante la Q2, senza aver preso nemmeno uno scappellotto, Vettel perché alle verifiche del peso ha inveito contro i commissari ed è ripartito danneggiando la pedana del peso, violando l'articolo 29.1 del regolamento sportivo. Abbastanza per far gridare al complotto e creare polemiche in situazioni diverse e con esiti al momento incerti. Meno male che il mondiale è stato assegnato, di sicuro vedere situazioni simili in mano agli arbitri, al di là di quanto mostrato in pista dai piloti, è un peccato. Perché in condizioni climatiche difficili, con pioggia e gomme da asciutto, alla fine la differenza l'ha fatta ancora Hamilton rifilando un distacco di appena 93 centesimi a Vettel, che però valgono oro in certe condizioni.

Un Hamilton che nei momenti difficili fa la differenza, come altre volte durante l'anno, anche se un po' deconcentrato visto cosa ha combinato in Q2, cosa mai fatta da lui durante la stagione. Ma sì sa, un certo rilassamento può capitare, in fondo non è un robot. Dopo aver vinto il 5 titolo mondiale per Lewis Hamilton è tempo di bilanci. Parlando con la stampa britannica pare che ora il problema principale sia la legislazione particolare dell'Isola di Man, in quanto il sistema fiscale è decisamente favorevole per chi può permettersi certi lussi. Infatti Hamilton ha immatricolato il suo aereo privato, un Bombardier (valore 16,5 milioni di sterline, circa 20 milioni di euro) e non ha pagato un centesimo di tassazione. Ora rischia di dover versare gli arretrati in quanto una legge britannica mette fine a certi privilegi (lo ha scritto The Guardian). Ma Hamilton, che può permettersi di pagare, si è giustificato dicendo che: "Mi ha consigliato il commercialista, io non ci capisco niente di queste cose".

Nel frattempo, per dare una svolta e far tacere le polemiche, Lewis si è impegnato nella costruzione di scuole per bambini disagiati, versando parte del proprio stipendio e iniziative personali, per le attività benefiche, che tra l'altro prosegue da tempo. A precisa domanda del giornalista del Sun, ha risposto: "Vorrei diventare padre? Sì, in questa fase della mia vita sento che potrei farlo e ho voglia di avere un figlio, sia chiaro però che farei di tutto per tenerlo lontano dal mondo dei motori perché so quanto è dura, difficile e col nome Hamilton avrebbe molti problemi, in primis perché sarebbe raccomandato e avrebbe vita facile su certe cose, poi sarebbe durissima emergere e reggere il confronto, per questo sono certo che se avessi un figlio farei di tutto per indirizzarlo nella direzione opposta alle corse auto!". Come dire uno dalle idee chiare...Anche in materia fiscale. Intanto domenica alle 18.10 ora italiana, scatta la penultima gara della stagione con previsioni meteo difficili per tutti: pioggia intensa. Sarà una gara spettacolo o avremo altre polemiche?