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Toledo, le meraviglie della città delle tre culture

Chiese, musei e borghi di rara bellezza soltanto a mezz'ora di treno da Madrid. Una città dominata dalla fortezza dell'Alcázar, un luogo carico di storia e suggestione

di Michele Ceparano -

11 novembre 2018, 10:59

Toledo, le meraviglie della città delle tre culture

L'Alcázar è il simbolo di una meravigliosa città, capoluogo della comunità autonoma di Castiglia-La Mancia: Toledo. 85mila abitanti, è un posto in cui la tradizione cristiana, musulmana ed ebraica convivono da secoli, tanto che Toledo si è guadagnata il nome di città delle tre culture. Alcázar, infatti, è parola di origine araba e significa fortezza.

Ed è proprio a questa funzione che la costruzione che dall'alto domina la città spagnola deve la sua fama. Al suo interno infatti nel 1936, allo scoppio della guerra di Spagna, i nazionalisti fedeli a Franco si asserragliarono. Comandati dal colonnello Moscardò, cannoneggiati e bombardati per oltre due mesi dai repubblicani, resisterono finché il 27 settembre le truppe del generale Varela, di ritorno dall'Africa, arrivarono a liberarli. E il giorno successivo l'Alcázar ricevette la visita di Franco in persona. Nel '40 questa vicenda diventò un film. Produzione italiana e regia di Augusto Genina: un kolossal per quei tempi. La fortezza che fu successivamente ricostruita oggi ospita la biblioteca della Castiglia-La Mancia e il museo dell'esercito, in cui oltre alle armi e alle divise, c'è una ricchissima mostra di soldatini. Da non perdere il cortile centrale, la scala imperiale e il belvedere, da cui si può ammirare la vista panoramica sulla città attraversata dal fiume Tago. Raggiungibile in treno in poco più di mezz'ora da Madrid, la stazione di Toledo, una struttura che mantiene un fascino antico, dista pochi minuti di auto dal suo cuore pulsante.

Città magica e templare, ha tantissimi luoghi di interesse: la centralissima plaza de Zocodover dove c'è l'ufficio del turismo, la porta di Bisagra e quella del Sole. Procedendo per i vicoli medioevali si arriva alla cattedrale che custodisce capolavori di Velazquez, Goya, Raffaello, Tiziano, Van Dick, Rubens ed El Greco. Proprio a quest'ultimo è dedicato il museo in quella che erroneamente fu considerata la casa in cui il grande artista visse.

Musei, chiese ma anche la sinagoga del Transito e la moschea del Cristo della luce, quest'ultima rimasta uguale a com'era nel periodo moresco. Bisogna poi passare per il ponte di Alcántara, manufatto romano ad arco costruito tra il 104 e il 106, che attraversa il Tago. Nei tantissimi negozi di questo centro sempre pieno di turisti, brillano le miniature sacre, ma anche quelle che raffigurano don Chisciotte e le famose lame, che ricordano quanto nei secoli passati Toledo fosse all'avanguardia nella produzione delle spade.

Per una gustosa sosta, infine, non c'è che l'imbarazzo della scelta e si può andare da uno spuntino a base di pane e prosciutto iberico a una «carcamusa», gustosissimo spezzatino di carne tipico di Toledo.