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IL RACCONTO DELLA DOMENICA

La Gio con Cipichìn Ricordi di scuola

di Gustavo Marchesi -

18 novembre 2018, 17:00

La Gio con Cipichìn Ricordi di scuola

La scuola elementare di qui riprende la volontà di nuove iniziative trascurate anche per colpa della direttrice, la Magri, un’indolente, Una volta sostituita dalla Grassi tornano le migliori intenzioni. La maestra Capetta vorrebbe fare qualcosa per le scolarette meritevoli, se non altro per la piccola Gio, che non ha mai una soddisfazione. Arriva tardi a scuola, dicono... Ma perché non ha le scarpe e aspetta quelle dei fratelli! A causa del ritardo prende un voto basso in condotta, lei che è brava in tutte le materie e disegna tanto bene… Stavolta però io chiedo aiuto al circolo ricreativo dei pennuti spirituali, scriverò agli angeli”.

La pensata lascia senza parola i colleghi: “L'età comincia a prendere possesso della sua mente, non è più giovane, e peggiora”… La Grassi le da udienza sebbene con la sensazione di affrontare un discorso scomodo, come essere in corriera sulle strade di montagna. La Capetta parla chiaro: “Occorre un concorso, stimolare la fantasia dei ragazzi prima che indurisca, un concorso di pittura, disegno, collage, a piacere".

"Ma i ragazzi di oggi non lo farebbero. Non sono motivati."

"Per questo punterei in alto. Tema: per le bambine gli angeli, per I maschi le astronavi."

La Grassi ammette che non sarebbe una cattiva idea, oltretutto piacerebbe al Provveditore il quale, ormai un solitario, difende la pittura e polemizza con Masetti, il pittore professore di disegno convertito alla fotografia.

"Là, ce l'ho fatta!" si rallegra la Capetta. Ha ottenuto quello che mentalmente pensava di scrivere ai pennuti spirituali: "Fra gli omaggi che le Vostre Entità ricevono dai ragazzi di questa terra, uno ne manca, quello della Gio, troppo povera per potersi comprare le ali e volare con Voi (di fantasia)... Vi prego, aiutate la piccola, siate giusti con lei, che vi onora sempre nei suoi compiti e sul giornalino di scuola".

La Gio non è tranquilla però, non si sente di partecipare a un concorso, ha paura. Per la prima volta il suo stato d’inferiorità la scoraggia. Oltre che una senza mezzi, perdente in partenza, è presbite e astigmatica. La Capetta sostiene che i suoi disegni sul giornalino non rivelano nessuna imperfezone visiva… Ma la commissione giudicatrice del concorso troverebbe subito i difetti, con la malizia di saperne più della Capetta.

Gio non si decide... Chiamerebbe in aiuto Cipichìn ma durante le ultime vacanze lo ha trascurato, non si è occupata di lui, forse è arrabbiato… Ma no, Cipichìn non si arrabbia mai, soltanto non ti cerca per non apparire invadente. Non è un esibizionista.

Basta questo pensiero e Cipichìn arriva di corsa. Ti dà una spinta che potrebbe sradicare una quercia e, vedrai, ti manderà in testa al concorso, piccola Gio… perché tu continui a disegnare angeli con fiducia, lucidi come specchi.
Qualche angelo vero si specchierà, a tua insaputa. Una guardatina in fretta, si sa, ma è già molto.

Potrebbe succedere.