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VALTARO E VALCENO

Aiuti per chi si cura degli animali

Appello dell'associazione «C'era una volta una gatta»: servono sostegni per adozioni, spese veterinarie e sterilizzazioni di mici e cani della zona

di Rose Ricaldi -

20 novembre 2018, 11:52

Aiuti per chi si cura degli animali

«Venire su queste montagne è come tornare al Medioevo». A parlare della situazione degli animali sul nostro Appennino è Susanna Corazzo, presidente di “C’era una volta una gatta”, associazione animalista attiva nella Valtaro e nella Valceno nata inizialmente per portare aiuto ai mici abbandonati, ma che ora ha esteso il proprio raggio d’azione anche ai cani, visto il numero di quattro zampe in difficoltà in quelle zone.

«Siamo chiamati molto spesso ad occuparci di cani – prosegue infatti Susanna - perché chi dovrebbe farlo, purtroppo, non lo fa… Da maggio ad oggi abbiamo recuperato 70 gatti, di cui circa 60 ancora cuccioli: 21 li sto allattando io con il biberon. A questi si vanno ad aggiungere 12 cani in stallo che cercano adozione».

La Corazzo punta l’attenzione sul problema delle sterilizzazioni degli animali: «Qui ogni borgo ha colonie di gatti da sterilizzare. Ne abbiamo stimati circa 10 mila tra i 16 Comuni: sono cifre da capogiro. Noi in 3 anni abbiamo fatto più di 1.000 sterilizzazioni, 600 solo quest’anno, ma è come cercare di svuotare il mare con un cucchiaino... Senza contare, poi, i gatti incidentati che soccorriamo e ricoveriamo in clinica a Modena perché Parma ha prezzi folli e non fa convenzioni con le Onlus. Inoltre, ci imbattiamo spesso in situazioni con 20 o 30 cani non sterilizzati, e poterci rendere utili, in questi casi, per noi diventa assai impegnativo. Devo ringraziare le associazioni Qua la Zampa, Parma Etica e Meta Parma che ci hanno aiutato ad intervenire a Bedonia: senza Simonetta di Parma Etica e Michael di Meta non ce l’avremmo fatta a catturare e sterilizzare 20 cani, di cui 18 femmine».

A questo quadro, già di per sé estremamente precario, si aggiunge la carenza di aiuti e di volontari: «Nella nostra associazione siamo in 4 – sottolinea la presidente di “C’era una volta una gatta” -. Inoltre, non mancano gli imprevisti, ed i problemi aumentano: il nubifragio delle scorse settimane ha danneggiato le condutture del container, creandoci non poche difficoltà con le sterilizzazioni… Insomma, qui è un delirio. Ed è la nostra quotidianità».

Nei progetti di Susanna Corazzo c’è la costruzione, entro la fine del 2019, di un’oasi felina per poter accogliere tutti i gatti bisognosi della zona. Chi volesse dare il proprio contributo a “C’era una volta una gatta” può farlo contattando l’associazione tramite mail all’indirizzo susanna.corazzo66@gmail.com oppure telefonando al 349/1351596. Ci sono poi le pagine Facebook dell’associazione: «C’era una volta una gatta progetto oasi/rifugio», «I Mici del Monastero» e «In memoria di Highlander diversamente micia».